Arso vivo, fermata la compagna di De Fazio

Damiano De Fazio

BRINDISI  –  Un delitto passionale, di natura privata, come gli investigatori avevano sempre sostenuto. A stupire, se mai, è che possa essere stata una donna l’arteficice dell’efferrato omicidio. È svolta nelle indagini sulla morte dell’agricoltore Damiano De Fazio, il 51enne brindisino, ma di origini francavillesi, arso vivo la notte di S.Stefano nelle campagne di Mesagne.

L’uomo, ritrovato da una guardia giurata e già ridotto a torcia umana, spirò in ospedale qualche ora dopo, senza poter fornire agli inquirenti dettagli utili all’identificazione dei colpevoli.

Si parlò di tre uomini, si parlò, anche, di una terza donna. Si parlò, soprattutto, di un delitto slegato dalla criminalità organizzata e per questo secondo gli inquirenti, legato alla sfera privata di De Fazio, caratterizzata da una complessa situazione sentimentale.

Padre di 6 figli, 5 avuti con la prima compagna, un sesto dalla donna che da circa 15 anni, era diventata la sua famiglia. Si chiama Dora Buongiorno, carovignese, 42 anni. La signora che, nel pomeriggio del 26 dicembre, aveva raccontato agli inquirenti di aver accompagnato il suo uomo a Mesagne, dove avrebbe dovuto incontrare alcuni amici.

La donna  era stata l’ultima persona a vedere il 51enne, quindi. E tanto è bastato, agli inquirenti, per scavare all’interno di un rapporto di coppia rivelatosi particolarmente complesso e tanto per usare le parole utilizzate dal Questore di Brindisi Giuseppe Cucchiara, legato ad una visione arcaica della famiglia. Qui, si concludono i fatti. Sulla vicenda e sul fermo, confermato in una breve conferenza stampa, vige il massimo riserbo. E cominciano le supposizioni.

Sembrerebbe che la donna, stufa delle violenze subite per circa tre lustri, possa aver deciso di mettere fine all’odissea. Da sola, o con alcuni complici, pista sembrerebbe favorita dagli inquirenti, avrebbe quindi organizzato l’efferrato omicidio. Secondo l’esame autoptico, il rogo sul corpo dell’uomo sarebbe stato appiccato ai testicoli. Si tratterebbe, in questo caso, di maschicidio. Termine poco utilizzato e che ribalta, in un periodo storico caratterizzato da una grande sensibilità verso la violenza sulle donne, il tema del maschilismo esasperato.

Dora Buongiorno, per la quale è stato emesso un provvedimento di fermo, è ora reclusa nel Carcere di Lecce, a disposizione del PM Luca Buccheri.

Commenti

  1. dino scrive:

    e ora la stessa cosa a lei…….