Nelle lettere cifrate il segreto dell’evasione sventata

LECCE   Un’evasione in piena regola per rimettere in libertà un detenuto di peso, sul quale contare per riorganizzare lo scenario criminale tra Lecce e Brindisi. Raffaele Martena, 26enne di S.Pietro Vernotico, doveva uscire da Borgo S.Nicola, dove è attualmente detenuto, simulando un malore.

I complici avrebbero atteso l’ambulanza fuori dal carcere e con un assalto armato avrebbero dovuto farlo fuggire.

Questa almeno l’ipotesi più probabile sul piano di fuga.

Ed è molto probabile che l’assalto, per come era stato progettato, avrebbe causato spargimento di sangue. Inevitabile, considerato che l’ambulanza con detenuti a bordo è sempre scortata dagli agenti della Polizia Penitenziaria.

E sono state proprio le loro indagini a svelare il piano architettato e organizzato giorno dopo giorno attraverso una fitta corrispondenza tra lo stesso Martena e i suoi complici all’esterno: lettere criptate con un codice segreto per cui ogni lettera veniva sostituita con una altra. Indecifrabile, lettere e numeri apparentemente privi di senso, una sorta di lungo codice fiscale, a meno di non possedere il codice. La chiave per la decifrazione è stata trovata durante una perquisizione nella cella di Martena, scritta in un bigliettino e nascosta tra gli effetti personali. Ma il detenuto è finito sotto attenzione degli agenti non per caso. Circa un mese fa, dopo una discussione, aggredì un agente. Un fatto inusuale, che mise gli inquirenti sull’attenti e dopo il quale il brindisino fu oggetto di una sorveglianza particolare.

All’attività di indagine si sono uniti i ROS, mentre la DDA di Lecce ha coordinato il tutto con il PM De Donno, sventando di fatto l’evasione e disponendo l’immediato trasferimento di martena in un altro carcere, nel nord italia, individuando anche i complici, mittenti e destinatari delle missive, che esattamente con gli stessi codici, sono state sequestrate in alcune abitazioni.

Il protagonista della vicenda è un personaggio di spicco della malavita salentina, uomo di fiducia del clan Buccarella. Già condannato a 15 e 18 anni di carcere per droga, rischia un’ulteriore condanna nel processo nato dall’operazione ‘Peter Pan’ della Polizia, che sgominò una banda attiva tra Monteroni e Brindisi.

Una cosa è certa: l’evasione era quasi pronta. Il rischi, reale, concreto ed anche imminente.

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