Merito, lavoro e impegno? Non servono per andare in Parlamento. Guardate cosa fa l’UDC con Ferrarese

Paolo Pagliaro

La solita politica autoreferenziale, forse la peggiore che ci sia. Quella che posiziona e riposiziona le pedine nello scacchiere delle liste elettorali, senza curarsi degli interessi reali del territorio.

Quello che è accaduto a Massimo Ferrarese è a dir poco incomprensibile.

Una figura di spicco, emersa dalla società civile che ha rinnovato la Pubblica Amministrazione del sud della Puglia, esclusa dalle liste di Camera e Senato in posizione adeguata, per fare spazio ai soliti ingranaggi di partito, forse più affidabili, perché meno liberi e più obbedienti al padrone di turno.

Deputati e Senatori che vengono selezionati come cani da guardia fedeli al padrone e non per le loro caratteristiche speciali o funzionali.

Ferrarese è rimasto, per il momento, imbrigliato in questa ragnatela di maneggioni della politica che mirano solo a garantirsi la sopravvivenza della carriera, ricca di denaro e potere ma povera di lavoro, ci permettiamo di dire, altrimenti avremmo un’Italia migliore e un Salento più florido e vivace economicamente.

Invece, la solita storia. Si fa finta di cambiare, perché tutto rimanga così.

Il solito Gattopardo che non finisce mai.

Paolo Pagliaro

Candidato alla Camera dei Deputati

Coordinatore Regionale MIR