D’Alema benedice la squadra del PD e annuncia: “La legislatura Vendola è finita”

Massimo D'Alema

BARI   –  Tra veterani dei nuovi inizi e aspiranti per la prima volta in trincea, l’esercito dei candidati al Parlamento del Partito Democratico è pronto per iniziare la battaglia.  “Quella vera” ha detto Massimo D’Alema,  impartendo l’investitura ufficiale.

Per la prima volta dopo oltre un ventennio non sarà lui a guidare la scalata dei parlamentari pugliesi, “non avrei saputo come spiegare perché c’ero ancora io” ha detto il leader di sempre ai suoi successori a capo delle liste di Camera e Senato, Franco Cassano e Anna Finocchiaro.

Ma ai detrattori e ai sostenitori manda a dire che, anche se non in prima linea, lui qui resta.

E farà una intensa campagna elettorale al fianco dei candidati perché – ha specificato – “nulla è scontato”, nonostante il buon vento dei sondaggi.

E il primo commento va proprio a quello commissionato dal PD che vede, in Puglia, Berlusconi in rimonta. “E’ preoccupante che ci siano ancora italiani intenzionati a votare Berlusconi – ha detto –  però io sono fiducioso che Berlusconi possa essere sconfitto da chi è in grado di sconfiggerlo: il Partito Democratico”.

D’Alema parla ad una affollata platea per oltre mezzora. E affronta anche temi cruciali. Come quello dei malumori nati dal dopo deroghe in poi, all’interno del partito. Mal celati dalle assenze illustri in sala.  E ci tiene, con la tipica calma di chi non ammette repliche, a chiarire che “è naturale che ci siano malumori però le regole erano chiare sin dall’inizio. Si può capire il malumore ma non ci sono gli estremi per protestare”.

Il leader morale del partito pugliese è il primo a dire senza timori che la legislatura regionale è finita. Replicando così alle preoccupazioni espresse da Confindustria sull’assenza di interlocutori in un momento di così grave crisi. “In Puglia – ha detto – la situazione è che con la candidatura di Vendola si pone sostanzialmente fine alla legislatura. Ci sarà una fase di transizione che spero sia breve”.

Il capolista Franco Cassano, da par suo, affida alle parole di Machiavelli la spiegazione del perché abbia deciso di buttarsi in questa avventura. “E’  meglio fare e poi pentirsi – dice – che non fare e pentirsi”.

Anna Finocchiaro, invece, più scafata nel destreggiarsi tra le polemiche pre-elettorali, ribadisce l’importanza di avere una alleato come SEL – che D’Alema poco prima ha definito solo importante interlocutore come a volerne ridimensionare il ruolo rispetto al Pd – parla di Monti come di un ‘apprendista stregone’ e descrive tutto il resto con un paragone, esplicito: “Dobbiamo essere come l’elefante che parte pazienza con il topolino, più che farsene spaventare”.

La squadra è pronta. I salentini, in prima fila, con gli altri candidati scaldano i motori. Da oggi è campagna elettorale.