Viola libertà vigilata dopo uxoricidio, trasferito a Sulmona

tribunale

FRANCAVILLA FONTANA (BR)  –  Aveva ucciso la moglie, nel 1994, a Calvignasco, in provincia di Milano. A colpi di mattarello in testa, atto finale di un folle omicidio. Quindi aveva tentato di farla finita, prima di essere ‘salvato’ dall’arrivo del figlio di 6 anni.

Per questo, il francavillese Dante Casalino, all’epoca 43enne, era stato condannato a 18 anni di reclusione.

Poi giudicato dai Giudici, parzialmente incapace di intendere e di volere, era tornato nella sua Francavilla,  in regime di libertà vigilata. Colpito dagli obblighi di dimora e di firma, Casalino doveva anche recarsi, ogni giorno, presso la Caserma dei Carabinieri della ‘città degli Imperiali’.

Ma da qualche tempo, le sue visite erano diminuite drasticamente. L’ormai 61enne, infatti, riteneva di aver pagato il suo debito con la giustizia e per questo, si rifiutava di ottemperare ai suoi obblighi. Una situazione delicata, mai forzata dai militari dell’Arma che l’uxoricida teneva, comunque, sott’occhio.

Le stravaganze di Casalino sono, quindi, state segnalate al Tribunale di Lecce che dopo aver registrato l’ennesima inottemperanza, ha disposto l’inasprimento della misura cautelare dell’uomo, condannato ad un anno di reclusione nella Casa-lavoro di Sulmona.

Inasprimento della misura cautelare per Casalino. Con i militari della locale Stazione chiamati a dare esecuzione all’ordine emesso dai Giudici.