Migranti in rivolta: Castiglione bloccata, tensione alle stelle

protesta Castiglione

CASTIGLIONE (LE)  –  Isaaca ha 23 anni e dalle 7 del mattino è qui a bloccare il binario delle Ferrovie Sud Est, oltre alla provinciale che collega Montesano con Castiglione d’Otranto. Circolazione interrotta, pietre e cartelli per richiamare l’attenzione su questo paradosso.

Sono 59 i figli o gli orfani della ‘Primavera araba’ arrivati qui, nel sud Salento, agli inizi di maggio 2011.

Ora hanno paura che tutto quello che hanno finora patito possa essere vanificato. La struttura che li ospita, l’antica Masseria Del Monte, chiuderà i battenti il prossimo 28 febbraio, in parallelo con gli altri 4 centri di Salve, Copertino, Lecce e Trepuzzi.

E’ quella infatti, la data di scadenza della proroga concessa dal Governo. Il 31 dicembre l’emergenza Nord Africa è terminata ed era finalizzata alla concessione del permesso di soggiorno, che ora hanno tutti. Dopo il diniego al riconoscimento dell’asilo politico da parte della Commissione Territoriale di Bari, hanno ottenuto il permesso per motivi umanitari.

Dura un anno e concede loro la possibilità di circolare liberamente in Italia e negli altri Paesi dell’Unione Europea.

E consente anche di lavorare e di poter rinnovare il documento se si ha un impiego, ma tra il dire e il fare si sa, c’è di mezzo il mare. In questo caso quello delle possibilità che non hanno. Non hanno soldi per spostarsi da qui, per raggiungere amici e parenti a Napoli, Milano, Bologna.

C’è chi un lavoro lo ha già e non riesce a trovare casa. Ecco perché chiedono che la retta che giornalmente è destinata per ognuno di loro alla struttura, possa essere erogata direttamente a loro, per quest’ultimo mese e mezzo che rimane.

Consentirebbe di avere il minimo indispensabile per affrontare l’avvenire dal 1° marzo, ma questa è una possibilità non prevista dalla normativa italiana. “Il 31dicembre l’accoglienza è finita e loro non hanno più diritto a nulla. Gli unici soldi disponibili sono quelli per il biglietto per il rimpatrio, possibilità a cui hanno deciso di rinunciare”.

E’ questo ciò che ha spiegato loro il Vice Prefetto Matilde Pirrera, assieme alla Responsabile Area Immigrazione Daniela Lupo.

Dall’inizio dell’anno infatti, la competenza è passata dalla Regione alla Prefettura, a cui toccherà gestire la fase più delicata, quella di accompagnare alla porta i 136 migranti rimasti in provincia di Lecce e che fino a due settimane fa erano 170.

Non sono mancati a Castiglione, momenti di tensione… in queste ore dunque, inizieranno i colloqui individuali  attraverso il nuovo ente di tutela, l’Associazione ‘Philos’ di Martano, per comprendere i bisogni di ognuno.

Dopo quasi due anni, infatti, la verità cruda si infrange contro queste pietre: la gestione dell’emergenza si è ridotta ad un parcheggio di persone. “Ci hanno dato da mangiare e ci hanno fatto dormire – dicono loro – ma non ci hanno dato gli strumento per continuare a camminare”.