Agguato a Cavallino, Vacca: “Non volevo sparare a Greco”

Francesco Ciro VACCA

CAVALLINO (LE)  –  “Non volevo sparargli, il colpo è partito del tutto accidentalmente”. Lo ha detto Ciro Vacca, 58anni di Cavallino, volto ben noto alle forze dell’ordine, arrestato dai  Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce al Comando del Capitano Biagio Marro, perchè ritenuto responsabile dell’agguato a colpi di pistola di sabato sera alla periferia di Cavallino.

Si è svolto nelle scorse ore, l’interrogatorio di convalida davanti al Giudice delle Indagini Preliminari Giovanni Gallo. Anche il Sostituto Procuratore Guglielmo Cataldi, titolare del fascicolo d’inchiesta, ha sottoposto l’indagato ad una serie di domande.

Si è soffermato in particolare  anche sul suicidio del 21enne di Cavallino, che si è tolto la vita sabato mattina. Ma Vacca, ha escluso qualsiasi possibile legame con il tentato omicidio di Gioele Greco, accusa che gli viene contestata insieme con quella di porto abusivo di arma da fuoco. Si sarebbe incontrato con Greco per chiarire una questione riguardante il figlio  a cui la vittima contestava un furto. Il ragazzino del furto non ne avrebbe saputo nulla. L’arma se la sarebbe portata dietro solo per spaventarlo e il colpo sarebbe partito per sbaglio. Questa la posizione del 58enne, assistito dagli Avvocati Mimmo Rampino e Donato Sabetta.

Vacca è stato trovato dai militari nascosto in un’intercapedine  realizzata dietro una finta parete chiusa da uno specchio,  alla fine di un corridoio nella sua villetta di Cavallino. L’indagato era armato, temeva per la sua incolumità, aveva paura di ritorsioni, ma sapeva bene che i Carabinieri gli stavano addosso. Insieme alla pistola sono state sequestrate 42  cartucce cal. 9 dello stesso tipo del bossolo repertato sulla scena del crimine, nella stazione di servizio ‘Tamoil’ , sulla Cavallino-Caprarica. Una traccia inequivocabile della sua presenza, insieme alla Microcar trovata sul posto e intestata alla moglie.

Gli investigatori si stanno concentrando ora anche su tutti i possibili legami tra l’agguato e il suicidio del giovane. Tant’è che nelle scorse ore, i genitori del giovane sono stati ascoltati dai Carabinieri.