Agguato di Cavallino: preso Ciro Vacca

Francesco Ciro VACCA

CAVALLINO (LE)  –   La svolta nelle indagini  sull’agguato a colpi di pistola di sabato sera alla periferia di Cavallino  è arrivata nella notte, con l’arresto del presunto autore del tentato omicidio di Gioele Greco.

Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce al Comando del Capitano Biagio Marro hanno ammanettato  Ciro Vacca, 58anni di Cavallino, volto ben noto alle forze dell’ordine.

La sua fuga dopo l’agguato si è conclusa nella sua stessa villa, a Cavallino, monitorata costantemente dai Carabinieri.

Vacca era nascosto in un’intercapedine  realizzata dietro una finta parete chiusa da uno specchio,  alla fine di un corridoio. Vacca era lì,  armato di una pistola cal. 9  illegalmente importata in Italia, forse la stessa usata per il ferimento di Greco. Aveva il  colpo in canna ed era pronta all’uso.

Probabilmente  Vacca temeva per la sua incolumità, aveva paura di ritorsioni, ma sapeva bene che i Carabinieri gli stavano addosso. Insieme alla pistola sono state sequestrate 42  cartucce cal. 9mm dello stesso tipo del bossolo repertato sulla scena del crimine, nella stazione di servizio ‘Tamoil’ , sulla Cavallino-CapraricaUna traccia inequivocabile della sua presenza, insieme alla Microcar Ligier trovata sul posto e intestata alla moglie.

Vacca alle 20.30 di sabato sera , l’ha lasciata lì. Difficile pensare ad una dimenticanza, molto più probabile che gli amici di Greco, anche questi armati, gli avessero puntato le armi contro, costringendolo alla fuga tra le campagne.

La villa è stata monitorata da subito: nonostante in un primo momento l’uomo non si sia fatto vivo, successivamente i Carabinieri hanno notato dei movimenti sospetti. La DDA ha emesso un decreto di fermo e, infine, l’uomo è stato braccato dopo il blitz scattato all’alba.

Ora Vacca si trova in carcere, ma le indagini proseguono. Non è escluso che sabato sera insieme a lui ci fosse un’altra persona più giovane e che insieme abbiano partecipato all’incontro probabilmente richiesto proprio da Gioele Greco per  organizzare i nuovi assetti della spartizione del territorio nel traffico di droga, insieme ai nuovi ruoli all’interno di gruppi criminali che si sono in passato fronteggiati: Lecce da una parte con Briganti,  Cavallino dall’altra con Totò Rizzo. 

Un incontro finito con il ferimento di Greco all’addome e con la fuga dei suoi complici. Sarebbero volti ben noti, protagonisti di un altro grave fatto di sangue, il ferimento di  Davide Vadacca alla ‘Esso’ sulla Lecce-Brindisi, a giudicare dalle perquisizioni scattate in casa nelle ultime ore.

 

A cura di Mariella Costantini