Processi e veleni, torna il duello Poli-Perrone

Poli Bortone-Perrone

LECCE –  Era divampato durante le elezioni regionali. Era tornato sotto la cenere durante le elezioni comunali. Ora torna a bruciare in vista delle elezioni politiche. Con un elemento in più: il duello tra Adriana Poli Bortone e Paolo Perrone sull’affaire di via Brenta, stavolta, è passato dalle aperture dei telegiornali e dalle prime pagine dei giornali alle aule di giustizia.

Con la Senatrice che dalle conferenze stampa passa a portare la sua verità nel processo. “Paolo era d’accordo sul leasing e lo ha messo nero su bianco”: la sua tesi davanti ai Giudici.

Mentre il Sindaco prima smentisce nel merito – “Io il leasing l’ho annullato e davanti ai Giudici non sono mai neanche comparso”e poi riscopre la sua vena velenosa – “Ma la Senatrice non si era autorottamata?” – .

Ma andiamo con ordine, partendo dal fatto. Il fatto è il processo che si sta celebrando nel Tribunale di Lecce sull’affaire di via Brenta, definito dall’Accusa “la più colossale truffa che Lecce abbia mai visto”.

Il tema è noto: al tempo in cui Adriana Poli Bortone era Sindaco e Paolo Perrone in giunta, il Comune sottoscrisse un contratto di leasing per acquistare i palazzi di via Brenta, nonostante il Ministero della Giustizia non assicurasse il rimborso. E tra l’altro, ad un prezzo per l’Accusa gonfiato oltre misura. Una situazione che solo in tempi recenti ha visto la sua soluzione: la finanziaria milanese ‘Selmabipiemme’ – che rilevò i palazzi dalla ‘Socoge’ dei Guagnano – ha sciolto il contratto di leasing di comune accordo con Perrone e ha restituito a quest’ultimo 5 milioni di euro, riferiti ai canoni già versati da Palazzo Carafa.

In tutto questo groviglio politico-giudiziario, è arrivata nelle scorse ore la testimonianza della Poli. In aula c’erano tutti gli imputati: Buonerba, De Leo, Naccarelli, Solombrino, Brunetti, i Guagnano.

La Poli, invece, chiamata come testimone  – cioè come persona informata sui fatti e in alcun modo come responsabile degli stessi – davanti al Giudice Stefano Sernia, la Senatrice non solo rivendica la giustezza dell’operazione, ma chiama in corresponsabilità Paolo Perrone. “Le scelte dei tecnici – spiega la Poli – furono figlie di un indirizzo politico collegiale e non monocratico”.

Come dire: eravamo d’accordo su tutto. E a riprova della sua tesi ecco che la Poli tira fuori una nota firmata da Perrone il 2 agosto 2007, poco tempo dopo la sua prima elezione, nella quale il Sindaco parla di validità piena dell’operazione e congruità del prezzo pattuito. Una nota a dire il vero non nuova, visto che la Senatrice la tirò fuori anche nella conferenza stampa fiume nella quale ripercorse passo passo, tutta la vicenda dal suo punto di vista.

E non nuove sono le repliche al vetriolo anche di Paolo Perrone: “Un mese e mezzo dopo la mia elezione – spiega il Sindaco – gli uffici mi consigliarono di scrivere una lettera all’allora Presidente Umberto Pagano, affinchè sollecitasse il Ministero a rimborsarci i canoni d’affitto. Poi approfondii la questione – dice Perrone – e capii i motivi per cui il Ministero non voleva rimborsarci: e aveva ragione, quel contratto era un capestro per il Comune, tanto che poi ‘Selmabipiemme’ lo annullò e ridiede indietro 5 milioni”.

Ma è l’accusa – tra le righe – di corresponsabilità a far scaldare Perrone. “Non eravamo d’accordo – afferma – tanto vero che mai la questione via Brenta fu portata in giunta. E d’altronde – aggiunge Perrone – io non sono mai stato chiamato dai Magistrati neanche in fase di indagine”.

Una constatazione al vetriolo con la quale Perrone intende scrollarsi di dosso l’ingombrante alleata: “Le distanze di posizioni su via Brenta sono incolmabili – dice – ma sulla politica possiamo ragionare in qualunque momento”.

E però, proprio nel finale, a Perrone parte la bordata: “Ma poi, la Senatrice Poli non si era autorottamata? Non sarà che l’aveva fatto quando si stava profilando il rischio delle preferenze e ora che a scegliere sono i capi non si autorottama più?”

Il più velenoso duello tra i due alleati-coltelli del Centrodestra leccese in questa calda campagna elettorale, continua.