Agguato a Cavallino: appuntamento tra boss e nuove leve?

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CAVALLINO (LE)  –  Una sorta di summit, un incontro per avanzar richieste e organizzare i nuovi assetti della spartizione del territorio nel traffico di droga, insieme ai nuovi ruoli all’interno di gruppi criminali che si sono in passato fronteggiati: Lecce da una parte , Cavallino dall’altra.

Sembra essere questo il motivo per il quale sabato sera Gioele Greco, ferito con un colpo di pistola all’addome, abbia raggiunto il bar ‘Makà’, in compagnia sembra di altre 3 persone, per incontrare  la persona che successivamente ha premuto il grilletto. E che neanche questa fosse sola sembra essere un dato di fatto.

Un incontro durato alcune ore, che non sarebbe sfuggito neanche ad alcune pattuglie delle forze dell’ordine  in servizio di perlustrazione del territorio che avrebbero anche fatto in tempo ad annotare volti e nomi.

Gli inquirenti hanno per questo, un quadro abbastanza chiaro, conoscerebbero cioè i partecipanti alla riunione. Oltre ai killer, i 4 leccesi, tra cui Greco. I suoi compagni sarebbero fuggiti subito dopo il ferimento, abbandonandolo in quella zona periferica di Cavallino, dovendo probabilmente fuggire per nascondere chissà, altre armi che avevano portato con sè.

Gioele Greco, indicato da più parti come la persona che avrebbe preso in mano le redini della malavita leccese dopo gli arresti di Briganti e Nisi, potrebbe aver cercato di imporsi quindi nella zona di Cavallino, contattando i referenti dello spaccio nella zona. Incontro finito male, evidentemente, con una vera e propria dichiarazione di guerra, se è vero che chi ha sparato con una calibro 9×21, aveva intenzione di uccidere. Il proiettile sarebbe stato deviato dalla mano della vittima.

Per questo i Carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce stanno indagando insieme alle altre forze di Polizia e all’Antimafia collegando tra loro fatti di sangue molto recenti: tra tutti l’agguato alla ‘Esso’ in cui rimase ferito Davide Vadacca.