Agguato a Gioele Greco: è caccia all’uomo

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CAVALLINO (LE)  –  Caccia all’uomo, a colui che ha ferito con un colpo di pistola Gioele Greco, il 26enne leccese vittima di un vero e prorpio agguato. Il ragazzo, raggiunto al fianco destro da un proiettile esploso da una calibro 9×21, è stato medicato e dimesso dal ‘Fazzi’, dove i medici si sono espressi con una prognosi di 15 giorni.

Il fatto è avvenuto intorno alle 20,30 di ieri sera nei pressi del bar ‘Makà’, all’interno dell’area di servizio ‘Tamoil’ sulla strada che da Cavallino conduce a Caprarica.

Gioele Greco, stando ad una prima ricostruzione dei fatti, si sarebbe recato sul posto insieme ad un amico, poi fuggito via subito dopo la sparatoria. Forse aveva appuntamento con qualcuno, probabilmente per  un incontro chiarificatore che poi ha avuto un epilogo inatteso.

Ancora sanguinante, ma con la forza necessaria per allontanarsi, Greco avrebbe raggiunto un’abitazione vicina per chiedere i soccorsi. Un’ambulanza del 118 lo ha condotto al ‘Fazzi’.

Ma la versione fornita ai soccorritori, ai quali avrebbe spiegato di essersi ferito cadendo da uno scooter, non avrebbe retto a lungo. Il foro sul fianco destro non ha lasciato spazio ad alcun dubbio, così come l’esito del sopralluogo eseguito dalla Scientifica sul luogo dell’agguato dove è stato recuperato un bossolo, trovato nelle vicinanze di una una minicar.

L’auto, intestata ad una donna di Cavallino, che pare sia completamente estranea ai fatti, è stata sequestrata. Acquisiti anche i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza posizionate all’esterno della stazione di servizio, che potrebbero fornire elementi utili ai fini investigativi.

I militari del Nucelo Investogativo di Lecce, agli ordini del Cap. Biagio Marro, stanno concentrando l’attenzione sul mondo della malavita organizzata.

Gioele Greco, già noto per fatti di droga, è considerato esponente di spicco della sacra corona unita, indicato quale erede di Maurizio Briganti e Maurizio Nisi, attualmente in carcere.