Liste PD nella calza, ma c’è aria da resa dei conti

PD

BARI –  Sarà domenica il giorno della resa dei conti all’interno del Partito Democratico. Se il Capodanno ha portato la bagarre sulle primarie, l’Epifania chiuderà i giochi e ratificherà le liste. Volenti o nolenti si dovranno accettare, nonostante assicurino si tratti di un mero calcolo algebrico.

C’è da scommettere però, sul fatto che non tutti saranno disposti a mandare giù il rospo senza conseguenze.

Eventuali scontenti apriranno il secondo tempo della partita, da giocarsi dopo le elezioni, quando bisognerà parlare di Regionali.

Fra questi c’è Fabiano Amati. Dopo la sua autosospensione dal gruppo regionale del PD, assieme ai colleghi Pentassuglia e Mennea, non si è mossa foglia. Nessun contatto o richiesta di chiarimento è arrivata, né dal segretario nazionale Bersani, né dai vertici regionali. Dunque, l’assessore alle opere pubbliche, aspetta di vedere come si chiuderà la partita delle liste di domenica per prendere ogni tipo di decisione. Restare, uscire, candidarsi alle primarie da governatore. Tutto è rinviato a non prima di lunedì mattina.

Quello delle liste è il problema cruciale nel centrosinistra. Se SEL ha deciso i nomi incappando nei ricorsi, il segretario regionale del Partito Democratico Sergio Blasi è impegnato in queste ore a Roma in un lungo braccio di ferro con Bersani. Il punto è che da Roma si ritiene siano troppo pochi 8 candidati imposti dalla direzione nazionale. Mentre per Blasi non lo sono affatto. Anzi, dice il segretario pugliese, cedere altre postazioni in lista al nazionale significherebbe penalizzare il territorio portando in Parlamento meno eletti pugliesi.

Ma Bersani, fino ad ora, fa orecchie da mercante ritenendo sottostimata la quota pugliese a sua discrezione.

A tutto ciò si aggiunge un’altra contrattazione che si sta portando avanti parallelamente e che potrebbe limare ulteriormente i posti in lista dei Democratici pugliesi. Quella con i Socialisti. Questi ultimi preferirebbero una lista unica con il PD, inserendo in Puglia, due nominati. Uno in quota certa, l’altro in posizione tale da potersela giocare. Uno dei due dovrebbe essere il salentino Donato Pellegrino, decano di via Capruzzi, ammesso però che la partita sia reale. L’entourage di Bersani però, non pare propenso a chiudere l’accordo. L’alternativa per i Socialisti sarebbe una lista autonoma alleata del centrosinistra.

Tutto, comunque, sarà definito nelle prossime ore. Le riunioni romane dovranno trovare la quadra entro la fine della settimana.