Tra 7 mesi Lecce avrà la PET TAC pubblica

PET TAC

LECCE  –  Fra 7 mesi Lecce avrà la sua PET TAC pubblica, scavalcando polemiche e bracci di ferro che si sono protratti per anni e che si sono trascinati fino nelle aule di Tribunale, condannando la ASL a risarcire i cittadini per le prestazioni che hanno dovuto pagare di tasca propria.

La ASL ha, infatti, aggiudicato l’appalto in via provvisoria per la costruzione, chiavi in mano, della PET TAC.

Ad aggiudicarsela l’ATI costituita da Philips, la capogruppo, e la Protecno Impianti, che hanno presentato un’offerta di 2.950.735 euro, con un ribasso di 7,97%, comunque superiore ai 4/5, motivo per cui l’anomalia sarà comunque soggetta a verifica di congruità.

Ciononostante, la Direzione di via Miglietta viaggia spedita. Hanno già iniziato a decorrere i 35 giorni necessari per accogliere eventuali contestazioni, dopodichè partiranno i 6 mesi entro cui la Philips dovrà consegnare l’impianto, comprensivo dei lavori di adeguamento dei locali antistanti la medicina nucleare, nel Polo ‘Giovanni Paolo II, già progettati per ospitare la PET TAC e ora adibiti a deposito.

Si tratta di opere di areazione e climatizzazione e di messa in esercizio delle sei vasche di raccolta degli scarichi residui a carattere radioattivo, derivanti dall’uso dei radiofarmaci. Il tomografo per la diagnosi dei tumori, il primo della Philips in Puglia, è di altissima qualità, definito top di gamma, al momento il massimo sul mercato.

“E’ così – dice il Direttore Generale Valdo Mellone che ci prepariamo ad essere il centro più attrezzato della Regione, con l’ambizione di invertire la tendenza che finora ha visto i leccesi migrare a Brindisi o a San Giovanni Rotondo, quando non era possibile effettuare le prestazioni nel centro privato convenzionato di ‘Calabrese’, a Cavallino”. 960 esami sono stati eseguiti qui nell’ultimo anno, stando ai dati diffusi dalla stessa Azienda Sanitaria.

Il fabbisogno annuo complessivo è di 1.500 prestazioni e il manager ASL punta “all’autosufficienza totale, che non comporti più il ricorso alla struttura privata, con cui la convenzione, nelle more dei lavori e su indicazione della regione, è rinnovata limitatamente al tempo che ci resta. Dopodichè la PET pubblica, che dovrà essere utilizzata 24 ore su 24, assorbirà tutte le risorse previste in quel capitolo di spesa”.

È questo il tassello più importante che rimaneva per completare il padiglione oncologico. Un investimento previsto già nel 2007 e che fa il paio con i lavori di adeguamento e prevenzione incendi, tuttora in corso, per un costo di un milione e 900.000 € di lavori.