Eolico nel ‘Primitivoshire’ imprenditori in rivolta

impianto eolico

MANDURIA (TA)  –  Stavolta si sono arrabbiati e sul serio. Produttori e albergatori di Manduria non ci stanno a vedere devastate le pregiate strade del Primitivo, disseminate di masserie storiche, ulivi secolari, vigneti doc, da gigantesche pale eoliche.

Per questo una ventina di produttori, albergatori, proprietari e residenti di masserie, agriturismi impreditori agricoli del Primitivo  riuniti nel Comitato ‘Strade delle Masserie‘, hanno preso carta e penna e scritto una vibrante lettera di protesta in Regione contro il progetto che prevede la costruzione di 60 pale eoliche da 100 metri nelle campagne del Primitivo doc. La raccomandata è partita all’indirizzo anche del Presidente della Commissione Ambiente Donato Pentassuglia.

“L’impatto di oltre 60 pale eoliche di oltre 100 metri di altezza, sarebbe una violenza inaudita e andrebbe a stravolgere uno dei paesaggi più incantevoli ed integri del nostro territorio – scrive il Comitato ‘Strada delle Masserie’ -. La scelta del sito trascende completamente da una ricognizione degli aspetti socioeconomici e delle tendenze in atto in termini di potenzialità e prospettive di sviluppo del territorio rurale.

Si è completamente omesso di considerare la presenza sul sito in questione di circa 20 masserie storiche e di grandissimo pregio architettonico. Adibite oggi a insediamenti produttivi ed agrituristici. Oltre alle masserie insistono sul territorio di cui al progetto, numerose aziende agricole, per una complessiva estensione di circa 5.000 ettari specializzate nella produzione olivicola e vitivinicola di qualità”.

Senza contare la zona doc e docg del Primitivo oggetto della devastazione.

Infine, non va tralasciato che il parco eolico coinciderebbe esattamente con la vasta ed importatissima zona di interesse archeologico: che va dagli scavi della città messapica condotti dall’Università di Firenze e che hanno portato alla luce un’acropoli con tre cinte murarie ed una vasta necropoli in Contrada ‘Castelli’.

Insomma, un intreccio di interessi archeologici, turistici, culturali e paesaggistici. 

Da qui l’opposizione degli operatori economici all’assurdo progetto del parco. Il Comitato chiede che il parco venga sottoposto ad una rigorosa procedura di VIA. Certamente, farebbe emergere in modo chiaro tutte le criticità.

La battaglia è solo all’inizio.