Deroghe PD, Amati: “La prova d’orchestra è fallita”

Fabiano Amati

BRINDISI  –  Le note sono stonate, la musica del PD non è armoniosa, in questa ‘Prova d’orchestra’ delle Parlamentarie. Citando l’omonimo film del 1979 di Federico Fellini, l’Assessore Fabiano Amati spiega attraverso questa metafora la bufera legata al meccanismo delle deroghe.

All’esclusione dalla lista dei candidati alle Primarie, ha reagito autosospendendosi dal Gruppo consigliare del PD in Regione, in attesa di chiarimenti da parte del segretario nazionale.

A Pier Luigi Bersani è infatti rivolta la lettera firmata da Amati, Mennea e Pentassuglia, in cui si chiedono spiegazioni sulle scelte della Commissione nazionale del partito: “Non capiamo perché a fronte di 11 richieste, ne siano state concesse solo 5, con un procedimento a fasi progressive (prima 2 e poi, con riapertura del verbale, altre 3) e senza seguire alcun criterio omogeneo.

Ti chiediamo di porre rimedio ad una delibera chiaramente arbitraria, informandoti che in difetto saremo costretti ad invocare l’intervento della Commissione nazionale di garanzia, come previsto dallo Statuto”.

“Non siamo soldati muti, ma loquaci – sottolinea l’Assessore Amati al telefono – assicurando che continuerà a svolgere regolarmente la sua attività nel PD, a partire dal voto alle Parlamentarie. Per il momento – ci fa sapere – non abbiamo ricevuto alcuna risposta da Bersani”.

Una prima spiegazione, seppur insufficiente, è arrivata alla Segreteria brindisina del partito, dopo i dubbi sollevati nei giorni scorsi da Corrado Tarantino: “Ci dicono di aver concesso 4 deroghe a Regione e in Puglia la soglia è stata persino superata”, afferma il Segretario.

In sostanza qualcuno doveva restare fuori, ma ciò non risolve il mistero dei criteri usati per scegliere Tizio o Caio, come fanno notare Tarantino e Amati.

Resta la questione della scarsa trasparenza di un meccanismo che fa stonare l’orchestra.