Arriva la ‘Calza gluten free’, una Befana senza discriminazioni

'Calza gluten free'.

LECCE  –   Immaginate tre carrelli della spesa. All’interno ci sono le stesse cose: una pagnotta, un pacco di pasta, un pacco di farina e viste le feste, un pandoro. Ad acquistare i prodotti sono tre persone differenti. Il primo è una persona senza allergie, il secondo è un celiaco e il terzo un sensibile al glutine.

La differenza tra i tre si vedrà alla cassa.

Il primo pagherà al massimo 6,50. Il secondo, il celiaco, disporrà – se non esaurito – del buono di 140 euro previsto dal Sistema Sanitario Nazionale. Il terzo, il gluten sensivity, pagherà 28 euro e 80. E abbiamo ipotizzato una spesa limitata alle cose minime. Immaginate cosa sia un pranzo di Natale.

Questa è la quotidianità di chi non è celiaco ma ugualmente allergico al glutine. La patologia è parallela, altrettanto grave, ma non ancora riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale. Una discriminazione che si consuma nei fatti e che coinvolge una fetta di popolazione pari al triplo di quella affetta da celiachia. In Puglia, ad esempio, su 6.000 celiaci, almeno 18.000 sono i sensibili.

Partendo da questa realtà è nata l’esigenza di cambiare la legge nazionale che tutela e riconosce i celiaci, promuovendo una petizione popolare per allargare la platea dei pazienti tutelati, anche ai gluten sensivity.

Il giorno dell’Epifania, in tutte le piazze delle maggiori città della Puglia e della Basilicata, si troverà la ‘Calza gluten free’. Nei banchetti gestiti dai pazienti dell’Associazione AAIA e dal Centro IMID di Campi Salentina si potranno acquistare, ad un simbolico prezzo, le calzine offerte da un’azienda locale specializzata in prodotti senza glutine e  soprattutto, apporre la firma sulla petizione popolare.

Un’iniziativa sostenuta anche dalla ASL di Lecce attenta alle esigenze dei propri pazienti e dalla Regione Puglia che dopo aver esteso l’acquisto dei buoni per i celiaci anche ai supermercati e dopo aver pareggiato il prezzo di questi per gli uomini e le donne, intende fare di più per agevolare l’esistenza di chi oggi viene discriminato.

Immaginate cosa significhi per una famiglia in difficoltà quando subentra una patologia di questo tipo che se trascurata può sfociare anche in malattie molto gravi, o quando colpisca un bambino che per crescere necessita di alimenti molto più sostanziosi.

Aderire alla raccolta firme è un dovere di tutti, per discriminare nessuno.