Condannati preventivi, la giustizia italiana sul banco degli imputati

'Condannati preventivi'

FRANCAVILLA FONTANA (BR) –  Presentato anche a Francavilla Fontana il pamphlet “ConDANNATI Preventivi”, dell’autrice Radicale Annalisa Chirico. Storie di persone finite in galera per reati mai commessi. E sul banco degli imputati finisce la giustizia italiana. Già, proprio così. Il sistema giudiziario italiano, tra le sue tante anomalie, spicca in negativo per la ‘carcerazione preventiva’.

Tema trattato dall’autrice francavillese Annalisa Chirico, già dirigente dei Radicali Italiani oltre che firma per ‘Panorama’ e  ‘Il Giornale’. Un libro controcorrente, scomodo, capace di infrangere tabù e allo stesso tempo, di sviluppare una riflessione ormai necessaria su quello che è definito ‘uno scandalo italiano’. Da qui si è partiti per un incontro-dibattito tra le mura di Castello Imperiali a Francavilla, Sala del Camino. Al tavolo di discussione, un magistrato e due avvocati con la passione e qualcosa di più, per la politica.

In platea, giovani e meno giovani, esperti di diritto e non, capaci di apprezzare storie storie di uomini e donne finiti in manette perché accusati di un fatto che in attesa di processo, non hanno commesso. Da Amanda Knox ad Alfonso Papa, passando per Lele Mora, sino a giungere ad Adriana, badante rumena finita in carcere per 3 anni e poi scarcerata, “perché il fatto non sussiste”. Tasselli di un mosaico ben più complesso e in attesa di una vera riforma, destinato a ingrandirsi. A meno che non i trovi una soluzione.

Ricetta difficile, è vero. Soprattutto in uno Stato dove le riforme vengono a mancare, perché spesso strumentalizzate dalla politica. Eppure, è la stessa politica a prendere atto del ‘caso Italia’.

Si parlato, quindi di condannati preventivi, di gente dannata, non dai Tribunali, ma dai media e da un sistema fallato in origine. Si è parlato, anche di Marco Pannella, della sua lotta per la libertà, della situazione disumana delle carceri,  di amnistia.

Dei pro e dei contro. Si è parlato, soprattutto di gente. Vero merito di un testo formidabile nella sua schiettezza. Che lascia il lettore con una domanda impressa nella testa.

E se, un giorno, il dannato fossi tu?