Tumori, Lecce batte i pugni: “Vogliamo risposte dal Ministero”

palazzo carafa

LECCE  –   Il Consiglio comunale di Lecce delibera la richiesta di modifica della legge regionale con l’inserimento del Comune nell’elenco dei siti critici per l’aumento di casi tumorali, insieme a Taranto e Brindisi.

Ma non solo: Palazzo Carafa, grazie ad un lavoro interistituzionale che vede presente anche ARPA Puglia, batte i pugni e chiede al Ministero della Salute più attenzione e studi approfonditi al fine di avere una mappa completa delle cause legate all’aumento di casi tumorali.

Il Comune di Lecce tuttavia,  secondo il Professore Giorgio Assennato di ARPA Puglia, gode di maggior salute rispetto al resto della provincia dove è altissimo il tasso d’incidenza tumorale ai polmoni.

Dal 1990 al 2008, il tasso-mortalità per tumori è del 35,7% in più a Lecce e provincia, contro il 10% del resto delle altre province regionali.

Ma non solo, nel triennio 2003-2005 su 100 casi di mortalità maschile per tumore nella ASL di Lecce, 88 sono per tumore ai polmoni o bronchi. Un dato allarmante. Mentre nelle donne i casi più frequenti di tumore colpiscono le mammelle e il collo dell’utero. Le cause sono da ricercare soprattutto nell’ambiente.

Tuttavia in Consiglio comunale non sono mancate le critiche. Il Capogruppo di Io Sud Ciccia Mariano a muso duro contro Parlamentari assenti in Consiglio e contro i rappresentanti del Ministero della Salute che non hanno saputo dare risposte precise.

“Siamo qui perchè volevamo intervenire sul monito d’allarme proveniente dal registro tumori – dice – e stabilire un percorso e scopriamo che il Ministero non sa rispondere. Speriamo che questo sia un punto di partenza”.