Bomba al Maresciallo, controlli a tappeto

abitazione Maresciallo Lazzari

SAN DONACI (BR) San Donaci e Cellino invase dalle forze dell’ordine, dopo l’attentato alla villa del maresciallo Francesco Lazzari. Nelle ore successive all’esplosione della bomba in via Pio La Torre, un esercito di investigatori ha passato al setaccio le zone e le abitazioni sospette, palmo a palmo, a caccia di indizi.

65 le unità schierate tra i militari arrivati da Bari e Potenza, del battaglione mobile e della Compagnia di Francavilla Fontana, per far luce su un episodio che ha scosso il sud brindisino.

Chi ha colpito ha voluto mandare un messaggio chiaro al Comandante della Stazione dei Carabinieri di San Donaci, impegnato da anni nella lotta alla criminalità e nello specifico, in questi ultimi mesi, nelle indagini sull’omicidio di Antonio Presta, maturato nell’ambito della droga.

E’ questa la pista principale seguita dagli inquirenti che guardano con attenzione agli ultimi arresti e sequestri di sostanze stupefacenti, eseguiti dai Carabinieri di San Donaci.

I controlli a tappeto delle ultime ore, per il momento, non hanno avuto esiti clamorosi: le numerose perquisizioni personali e domiciliari hanno infatti portato al sequestro di pochi grammi di hashish e marijuana, ma non si escludono ulteriori sviluppi.

Intanto, è già stata stabilità la natura dell’ordigno: di fabbricazione artigianale, ad alto potenziale esplosivo e con ogni probabilità carico di polvere di mina. Si esclude, infatti, che sia stato confezionato con il tritolo. Senz’altro la bomba è stata preparata da mani esperte, forse le stesse che l’hanno piazzata nella villetta del Maresciallo, per poi farla deflagrare all’una di notte.