Megavillaggio sequestrato, battaglia anche al TAR

megavillaggio Puntagrossa.

LECCE  –   Si trasferisce davanti al Tribunale Amministrativo Regionale lo scontro giudiziario su Puntagrossa, il megavillaggio ritenuto abusivo dalla Procura di Lecce che, infatti, ne dispose il sequestro oltre un anno fa, il 15 novembre 2011.

A darsi battaglia davanti al TAR  di Lecce sono la ‘FGCI srl’ di Fernando  Iaconisi, proprietario della struttura turistica, assistito da Ernesto Sticchi Damiani e il Comune di Porto Cesareo, difeso da Pietro Quinto, su un punto giuridico che vale 50 milioni di euro, quanto è stimato il villaggio turistico.

Qual è il punto della controversia?

Puntagrossa nacque su un’area agricola sfruttando una norma che autorizzava per gli alberghi, le varianti agli strumenti urbanistici dell’epoca.

Ma per il PM Antonio Negro che rappresenta l’Accusa nel processo, quella struttura di fatto non è un albergo ma una lottizzazione di una serie di miniappartamenti, che quindi diventavano abusivi.

Un punto che l’Avvocato Giulio De Simone, legale della proprietà, sta affrontando nelle aule della giustizia penale.

Ora però qual è il problema?

Che Puntagrossa è divisa in 2 aree: l’area B è composta – appunto – da quei miniappartamenti ritenuti abusivi, ma l’area A è invece un albergo di tipo tradizionale riconosciuto anche dal PUG di Porto Cesareo, che è stato approvato da poco e riconosce come alberghiera quell’area.

Di quest’ultima parte, quindi, la proprietà ha chiesto il dissequestro, ritenendolo fuori dal reato contestato dal PM. A suo tempo, il GIP  Cinzia Vergine rifiutò il dissequestro, sottolineando che il Comune non aveva in alcun modo messo per iscritto questa sorta di sanatoria della situazione.

È a questo punto che la proprietà si rivolge al Comune di Porto Cesareo e chiede un atto abbastanza insolito, un permesso a costruire confermativo. Cioè un’autorizzazione rilasciata dopo la costruzione, che metta per iscritto che quella parte  è conforme al PUG di Porto Cesareo.

Una richiesta che il Comune però rifiuta, dicendo che il permesso originario è sempre in campo. È a questo punto che la complicata vicenda sbarca di fronte al TAR di Lecce, dove si danno battaglia l’Avvocato Sticchi Damiani e l’Avvocato Quinto: il primo chiede di annullare il rifiuto del Comune di Porto Cesareo a rilasciare questo nuovo titolo, il secondo si oppone.

E cosa decide la III Sezione del TAR di Lecce?

Che la richiesta è inammissibile, perché il rifiuto del Comune non lede i diritti della proprietà. Il che dovrebbe significare che quell’originario permesso rilasciato per costruire Puntagrossa è ancora valido.

Cosa succederà ora?

Che la proprietà può rivolgersi al Consiglio di Stato per ottenere una pronuncia più netta, oppure ritornare davanti al Giudice Penale con questa pronuncia, per sperare che almeno la metà del megavillaggio da 50 milioni possa essere dissequestrato.