Il medico accusato di abusi sulla figlia: “Mia moglie l’ha plagiata”

OSPEDALE VITO FAZZI DI LECCE

LECCE  –  “Non ho mai toccato mia figlia”, ha respinto ogni accusa il medico leccese 50enne in servizio presso un ospedale della provincia, finito in manette sabato mattina con l’accusa di violenza sessuale continuata su minore.

Si è svolto, nelle scorse ore, al reparto di Emodinamica del ‘Vito Fazzi’ di Lecce, dove l’indagato è piantonato a causa di una malore al momento dell’arresto, l’interrogatorio di garanzia davanti al Giudice delle Indagini Preliminari Antonia Martalò,  che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta del Sostituto Procuratore Carmen Ruggiero.

Sarebbe stata la ex moglie, da cui è separato da anni e con cui ci sono contenziosi in corso in sede civile, a influenzarla e a metterle in testa strane idee. Questa la versione del professionista, assistito dagli Avvocati Umberto Leo ed Anna Schiavano.

Intanto, la ASL di Lecce ha depositato in Procura la richiesta di accesso agli atti, in vista della sospensione cautelativa del medico, prevista per legge.

A dare il via alle indagini, condotte dagli agenti della Squadra Mobile di Lecce, la querela presentata dalla madre della ragazzina, oggi 15enne, che avrebbe confessato tutto alla nonna materna.  Subito sono stati avviati gli accertamenti del Magistrato che ha innanzitutto raccolto la testimonianza della ragazzina, in presenza di uno psicologo ed uno psichiatra che ritengono la presunta vittima attendibile.

Gli episodi raccontati dettagliatamente sono molteplici. L’incubo sarebbe iniziato quando lei aveva soli 5 anni. Baci rubati, palpeggiamenti, ma anche abusi tremendi, più difficili da ammettere. Le presunte violenze sarebbero state consumate sul ‘divano rosso’ della casa dei nonni paterni, nel letto della residenza estiva del professionista, ma anche nella casa leccese.

I genitori si erano separati prima ancora che la bimba nascesse ed entrambi si sono rifatti una vita ed hanno una famiglia. Nell’ordinanza, il Giudice esclude che le beghe legate alla separazione dei due possano aver influenzato la 15enne.

A riprova della tesi accusatoria, ci sono le dichiarazioni rese da una giovane baby-sitter che frequentava la casa del medico e avrebbe deciso di abbandonare il lavoro a causa di presunte molestie subite dall’uomo.

Palpeggiamenti e atteggiamenti morbosi assunti dal professionista nel corso di una visita, sono stati riferiti al Magistrato anche da una paziente.