Trasparenza on line, negli enti salentini scarseggia

La Bussola della trasparenza

La trasparenza dei Comuni salentini è pessima, carente, in alcuni casi, addirittura inesistente. A dirlo è la Bussola della trasparenza, applicazione on line sviluppata dal Ministero per la Pubblica Amministrazione che permette con pochi click e in pochi secondi, di tracciare il livello di trasparenza dei siti degli Enti.

Secondo la norma vigente infatti dal 1° gennaio 2010, tutte le Amministrazioni sono obbligate a pubblicare i dati relativi alle spese e agli incarichi, comprese le indennità dei dirigenti, le loro premialità, il parco auto in dotazione all’Ente e così via, per un totale di 42 requisiti.

Parliamo di Comuni, Province, Regioni.

Male, malissimo i Comuni del Salento, meglio le Province. Ma non mancano alcune sorprese. Tra i capoluoghi di Provincia, il premio trasparenza va per così dire, al Comune di Lecce, che soddisfa però solo 11 requisiti su 42.

Non un gran risultato, ma peggio di Lecce fanno Brindisi, 6 su 42, e Taranto, con solo 3 requisiti soddisfatti. E se la Regione Puglia delude con soli 12 requisiti soddisfatti, anche la Provincia di Lecce non rallegra. Solo 11 su 42.

Decisamente bene le Province di Brindisi e di Taranto, con un bel 42 su 42.

Abbiamo quindi analizzato la situazioni dei Comuni della Provincia di Brindisi. La situazione, è evidente, è tutt’altro che positiva. A Fasano con 19 requisiti soddisfatti su 42, rispondono male S.Donaci, 11 su 42 e Mesagne 10.

Unici Enti ad andare in doppia cifra. In fondo alla classifica, compaiono Ceglie Messapica, Cisternino, Torchiarolo e Francavilla Fontana, che riportano nella casella un triste 0.

Ma la maglia nera della trasparenza va sicuramente al sito istituzionale della ‘Città degli Imperiali’, che nella sezione dedicata riporta addirittura riferimenti al Comune di Asti, sintomo di un’operazione di copia e incolla mal riuscita. Inoltre, non è riportata nessuna informazione sui dirigenti e sulle loro retribuzioni, né sulle loro premialità.

Una carenza meritevole di richiami e multe, perché Il d.lgs. n. 150 del 2009, prevede uno speciale regime sanzionatorio per il caso di “mancato assolvimento degli obblighi di pubblicazione”. Tale sanzione consiste nel “divieto di erogazione della retribuzione di risultato ai dirigenti preposti agli uffici coinvolti”.

Come dire che le indennità di risultato liquidate a 6 dirigenti nei giorni scorsi, per un totale di oltre 40.000 euro complessive, sono prepotentemente a rischio.