Slitta il ‘salva-Italia’ le giunte non si toccano

Consiglio dei Ministri

BRINDISI  –   Un altro dietro front in tema di Province. Dopo l’archiviazione degli accorpamenti, slitta anche il decreto ‘salva-Italia’, provvedimento che prevede il declassamento delle Province. Il Governo è infatti intenzionato a rimandare di un anno la riforma sulle funzioni dei tanto discussi enti, mantenendo intatte le giunte e le rispettive competenze. Dunque tutto congelato, tra un anno si vedrà.

Una decisione quasi obbligatoria per il Consiglio dei Ministri che in questo modo, vuole evitare il caos istituzionale: alla luce del mancato accorpamento, infatti, la trasformazione delle Province in enti di 2° grado non farebbe che complicare la situazione.

Bloccando la riforma, invece, sarà possibile passare la palla del riordino al prossimo Governo, dando così compimento alla legge 135 sulla spending review. Per Lecce e Taranto questo significa portare avanti l’esperienza delle giunte di Gabellone e Florido, mentre a Brindisi sarà il commissario Cesare Castelli a tenere in piedi la baracca, pur nel recinto dell’ordinaria amministrazione.

Difatti è da escludere l’ipotesi di nuove elezioni per il rinnovo del Consiglio, che cozzerebbero con la politica dei tagli. “Il risparmio sulle Province è scritto da tempo – commenta l’ex Presidente Massimo Ferrarese – quindi l’accorpamento andrà in porto, non appena si insedierà il nuovo Governo. Mi auguro solo che il prossimo Governo e il prossimo Parlamento, concepiscano un riordino più intelligente, senza mortificare i capoluoghi di Provincia”, aggiunge.

Ma se Ferrarese fosse rimasto, oggi le prospettive di Brindisi sarebbero migliori? Incalzato sulle sue dimissioni e su questa fase di stallo cui va incontro il territorio, l’ex numero uno risponde: “Non c’è differenza tra me e il Commissario. La Provincia è stata privata di ingenti risorse  e in futuro verrà senz’altro accorpata”.