I rifugiati politici invadono il centro di Salve

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SALVE (LE)   –   In tutto sono 40, fra nigeriani, senegalesi, malesi e ghanesi. Sono tutti rifugiati politici ospitati, dallo scorso aprile, presso l’Arca Hotel di Salve, ma la loro permanenza e soprattutto il loro futuro, sono appesi ad un filo.

Il prossimo 31 dicembre, infatti, scade il contratto d’accoglienza stipulato tra la Protezione Civile e la proprietà dell’albergo. Non solo.

I 40 nordafricani sono privi di documenti, non hanno gli abiti per affrontare il freddo di questi giorni e non hanno denaro.

Con un italiano incerto, uno di loro spiega lo stato d’animo il quale stanno affrontando questo particolare momento e lanciano un appello. “Vorremmo essere ascoltati e aiutati. Non ce la facciamo più. Non sappiamo cosa sarà di noi. Ecco perchè, chiediamo una mano a chi di competenza. Una volta scaduti i termini, saremo tutti allo sbando”.

Il loro appello è rivolto principalmente alla Protezione Civile, in quanto Commissario straordinario per l’emergenza Nord Africa.

Dopo una breve ma pacifica protesta, più che altro simbolica, sono stato rassicurati dal Vice Questore Salvatore Federico che dopo aver parlato con il responsabile dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Lecce, ha prospettato una soluzione in tempi brevi. I documenti saranno consegnati entro i termini previsti.

Della necessità di una soluzione immediata parla anche il titolare dell’albergo, Leo Ramires.