‘Lupiae’, Perrone salva il CdA e spuntano i mal di pancia

paolo perrone

LECCE  –  “Un Consiglio di Amministrazione garantirebbe maggiore democrazia e controllo, anche perchè l’intero organo costerebbe quanto l’indennità che spetterebbe ad una sola persona”, con queste parole il Sindaco di Lecce Paolo Perrone, avrebbe introdotto la questione ‘Lupiae’ in riunione di maggioranza.

Una posizione preannunciata dall’Assessore al Bilancio Attilio Monosi. La proposta di salvare il CdA della Municipalizzata arriva dal Capogruppo del PDL, Damiano D’Autilia, sebbene non tutto il gruppo sia compatto su questa decisione.

Il Consigliere pidiellino Gianni Garrisi che avrebbe detto a latere della riunione che se esistono dei patti elettorali, vanno onorati, riferendosi a Fiorino Greco che ha disertato per la seconda volta la riunione con i colleghi.

A lui sarebbe stata promessa la nomina del figlio a capo della Partecipata che con lo spacchettamento dell’indennità e la limitazione dei poteri potrebbe decidere di non essere più interessato alla postazione. Salvare il CdA è interesse di una larga fetta di Consiglieri di maggioranza che arriveranno in Consiglio comunale con una posizione quasi unanime: mantenere in vita il Consiglio di Amministrazione.

Tranne per il gruppo di ‘Futuro e Libertà’: Bernardo Monticelli Cuggiò vota a favore dell’Amministratore Unico. Tuttavia, la questione ‘Lupiae’ approderà in Assise cittadina. Innanzitutto, dovrà passare la delibera che dichiara la Municipalizzata di interesse generale per la collettività e poi il piano industriale di rilancio e anche l’iniziativa di lasciare in piedi il CdA.

“Se ci saranno sacrifici per i dipendenti, si parta dai vertici della Partecipata”, avrebbe dichiarato il Capogruppo di ‘Io Sud’, Ciccia Mariano. Il collega di ‘Lecce città del mondo’, Gianluca Borgia in chiave provocatoria avrebbe rilanciato: “Tagli del 50%”.

Sotto la lente d’ingrandimento, insomma, lo specchietto che riguarda i lievi tagli applicati sulle retribuzioni del management che continuano a volare alte. Ma lo stesso Pietro Scrimieri avrebbe dimostrato che la percentuale dei tagli sarebbe del 19%, nove punti in più rispetto ai lavoratori. La questione è rimandata in sede ufficiale, ossia il Consiglio comunale.

L’UDC con Luigi Melica annuncia la riflessione sulle modalità di nomina del CdA. Secondo il Consigliere che richiama le disposizioni urgenti per la spending review contenute sul sito www.leggiditalia.it, il Presidente può essere nominato dall’esterno, i membri del CdA invece devono essere dipendenti della Municipalizzata. Dunque, non si dovrebbe procedere all’indizione di un nuovo bando.