Fittiani tiepidi su Berlusconi: “Meglio Alfano”

Angelino Alfano

ROMA    –    Il PDL non viene a capo della sua situazione e rischia una crisi di nervi. Le uscite quotidiane del leader Silvio Berlusconi sortiscono l’effetto della destabilizzazione delle truppe. E, difatti, a Roma non passa giorno in cui gruppi di fedelissimi si riuniscono per cercare una soluzione che sia indolore per tutti.

Nelle scorse ore, una nutrita frangia pugliese si è riunita con l’ex Ministro Raffaele Fitto. L’ordine è di mantenere il più stretto riserbo sull’esito delle consultazioni. Fatto sta che da quel poco che trapela è chiaro che il gruppo dei pidiellini convinti della candidatura di Berlusconi è sempre più ristretto.

La base vuole Angelino Alfano. Fitto compreso. Ma con Berlusconi si sa, mosse azzardate rischiano di ottenere l’effetto contrario. Per quello è necessario muoversi con tatto con l’unico intento di convincerlo ad un passo indietro. E sempre più militanti sono convinti che l’impresa non sia poi del tutto impossibile. Nella riunione delle scorse ore, le fibrillazioni sono state non poche. A battere i pugni sul tavolo gli ex AN, sempre più convinti che l’intento di restare uniti lo si raggiunge solo candidando il giovane segretario nazionale, capace di intercettare i consensi dei moderati.

Se Alfano sarà il candidato resteremo nel PDL, pare abbiano detto. Altrimenti ognuno per la sua strada. “Siamo totalmente disorientati”, dice qualcuno sconfortato dal fatto che ora dopo ora si cancella con un colpo di spugna ciò che si è fatto fino a quel momento. La situazione è così complessa che la riunione pugliese non si sa neppure quando convocarla. Forse nel weekend. Forse no. Dipende da ciò che Berlusconi dirà o non dirà nelle prossime ore.

Intanto, si prepara a riunirsi a Bari la prima convention di ‘Cambiare si Può’, una lista di cittadinanza politica alternativa a Monti e composta dalla cosiddetta società civile.

Più chiara la situazione nel centrosinistra. Tutti convinti, dal PD a ‘Sinistra E Libertà’ che le primarie per scegliere i candidati al Parlamento, sia l’unico modo per tenere viva la fiamma nell’elettorato.

Dopo le consultazioni romane il segretario regionale Sergio Blasi torna in Puglia con l’aria di chi l’ha spuntata. “Sono soddisfatto per il lavoro svolto dal Partito. Sono felice, felicissimo per la scelta di svolgere Primarie per i Parlamentari. La Puglia ha sostenuto da subito questa impostazione ed ero certo che Bersani l’avrebbe accolta. Questo nuovo bagno di democrazia farà bene al PD e all’Italia”.

Plaude alla scelta anche la vicepresidente della Regione Loredana Capone, la cui candidatura appare ormai certa. “Le primarie –  dice –  sono il miglior antidoto contro il porcellum e  mentre Grillo comincia le epurazioni, il PD continua a chiamare le persone a pronunciarsi liberamente”.

Ma non tutti sono d’accordo. L’assessore regionale Elena Gentile non appare per nulla soddisfatta dalle regole fissate. Quelle stabilite da Bersani, le ritiene “in controtendenza rispetto al cambiamento”.

Un cambiamento che, invece, un altro assessore della giunta intende promuovere. E’ Guglielmo Minervini, pronto ad ufficializzare la sua corsa alle primarie, ma quelle per la carica di governatore.