Ergastolo per Ventura, il complice dell’omicidio Giannone

tribunale penale di Lecce

LECCE – Ergastolo. E’ la condanna inflitta a Franco Ventura, il 41enne accusato di concorso nell’omicidio  di Antonio Giannone, il 25enne freddato il 6 aprile del 2009 con due colpi di pistola in una palazzina di via Terni nella zona della 167 di Lecce.

Fu lui, secondo l’Accusa, a procurare l’arma del delitto e ad offrire  protezione durante la latitanza a Gianpaolo Monaco, già condannato all’ergastolo per l’omicidio.

La sentenza è stata pronunciata nelle scorse ore dalla Corte d’Assise di Lecce, presieduta dal Giudice Roberto Tanisi che ha inflitto all’imputato il carcere a vita. Una pena più severa di quella invocata dal Sostituto Procuratore Guglielmo Cataldi aveva chiesto 30 anni di carcere. Il PM, durante la sua requisitoria, ha anche evidenziato che si sarebbe riservato di decidere se procedere o meno sul fratello di Monaco, Mirko, che secondo quanto sostenuto dal killer, avrebbe fornito le necessarie indicazioni sulla vittima e sulla sua abitazione.

Sarebbe stato proprio il pestaggio di Mirko Monaco a causare il delitto. Il fratello maggiore, meglio noto come ‘Gianni Coda’, all’epoca collaboratore di giustizia, evase dalla località segreta e trascorse alcuni giorni di latitanza proprio a Lecce.

La sera del 6 aprile, poi, la vendetta per quell’aggressione con i due colpi di pistola sparati all’indirizzo di Giannone, davanti agli occhi attoniti della convivente, raggiunto al 6° piano della palazzina di via Terni, nella 167 . La famiglia della vittima si è costituita parte civile con l’Avvocato Francesco Maggiore.