Decreto Ilva, la Procura verso il conflitto tra poteri

Tribunale di Taranto

TARANTO   –    Conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato:  sarebbe  questa la mossa  che la Procura si appresta a giocare contro il decreto sull’Ilva. La Procura attenderebbe che il decreto sia convertito in legge per sollevare il conflitto davanti alla Corte Costituzionale.

Sino a qualche giorno fa c’era la possibilità che oltre al conflitto di attribuzione, venisse sollevata anche l’eccezione di anticostituzionalità. Quest’ultima, però, ha bisogno di una sede per essere sollevata.

I Giudici l’avrebbero, probabilmente, fatto in sede di Tribunale dell’Appello, se l’Ilva vi avesse fatto ricorso per chiedere il dissequestro dei prodotti finiti dopo il ‘no’ del GIP Patrizia Todisco. Questo era almeno lo scenario che si profilava nelle scorse ore, tant’è che la stessa Ilva aveva annunciato opposizione alla decisione del GIP. L’emendamento al decreto presentato  dal Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, modifica la situazione in quanto il provvedimento del Governo autorizza l’Ilva non solo alla prosecuzione dell’attività produttiva, ma anche alla commercializzazione dei prodotti finiti realizzati prima dell’entrata in vigore del decreto, ovvero il 3 dicembre scorso.

Non c’è più bisogno, quindi, che l’azienda ricorra al Tribunale dell’Appello tant’è che l’Ilva attende che l’emendamento sia approvato e, quindi, divenga operativo per avanzare alla Procura nuova istanza di dissequestro dei prodotti finiti destinati alla clientela, ma anche ad alimentare gli stabilimenti di Genova e Novi Ligure che a causa dei mancati rifornimenti da Taranto sono già in grave sofferenza.