Accusa il collega Prete, poi smentisce. Chiesa in tilt sui funerali di Valentina

Don Michele Elia

FRANCAVILLA FONTANA (BR) –  “Le critiche qualcuno ha voluto vedere come mie sono semplicemente quelle di altre persone”.  Parola di Don Michele Elia che a mezzo stampa,  smentisce come l’accusa riportata sui mezzi di informazione nei giorni scorsi a carico di Don Rocco, il Parroco della Chiesa dei ‘Sette dolori’ di Francavilla Fontana ‘reo’ di non aver concesso agli amici della  povera Valentina Zaccaria di leggere un pensierino in memoria della defunta durante i funerali,  siano da attribuire a lui stesso.

Un vero e proprio pentimento, in linea con la dottrina cattolica, ma anche in contrasto con la stessa.

Nei 10 Comandamenti, infatti, si legge: “Non mentire”, ed anche Don Michele lo ha fatto. Perché il Cappellano del ‘Camberlingo’ di Francavilla, le accuse a Don Rocco le ha fatte eccome. Meglio, la sua è stata una dura reprimenda su quanto accaduto domenica. Una reprimenda registrata, telefonicamente, a sua insaputa. Innanzitutto, secondo Don Michele, non risulterebbe alcun articolo del Codice che proibisce la lettura da parte degli amici di un messaggio di cordoglio. E anche se esistesse…

Don Michele si scaglia anche contro la questua durante il funerale, regolarmente avvallata e immaginiamo, persino sponsorizzata, dallo stesso Don Rocco. Non nuovo a episodi di questo tipo.

Inginocchiarsi. Di fronte ad una ragazza scomparsa insieme alla mamma e ad altre due amiche. Di fronte a tutto questo, le leggi non contano. Gli articoli ancora meno. Le pubbliche smentite, poi, non le consideriamo nemmeno. Per quanto ci riguarda, resta solo il dolore, il rispetto, l’umanità.

Che qualcuno, in questa occasione, potrebbe avere smarrito. Magari per ordini arrivati dall’alto. E in  tutto questo, secondo noi, c’è davvero poco di cattolico.