Oggi gli ultimi diventano primi

'Casa della carità'

LECCE  –   “Questa casa è il segno dell’accoglienza che la nostra Lecce offre agli ultimi evangelicamente primi: i poveri senza alcuna distinzione”. Apre tra l’emozione, ricordando la parabola del buon samaritano, la ‘Casa della carità’,in via Corte Gaetano Stella, a ridosso di Porta S.Biagio.

Apre con la benedizione del Papa affidata alle parole del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano.

“Questo è il più bel regalo di Natale che l’Arcidiocesi di Lecce fa alla comunità”, rimarca il Cardinale Bertone.

E tutti sanno che è così, che di un’altra dimora per accogliere i senzatetto, di un’altra mensa, di dolce calde e consulenza sanitaria e legale per chi non ne ha, a Lecce ce n’è bisogno come l’aria.

Fino a 20 uomini potranno essere ospitati qui, le donne, invece, continueranno a essere accolte nei 12 posti-letto di ‘Casa Emmaus’, nella Parrocchia di ‘S.Maria dell’Idria.

“Questa Casa nasce per caso, un caso voluto dalla provvidenza – spiega un commosso Mons. Domenico D’AmbrosioCercavo dei locali per la ‘Caritas’ diocesana e le monache benedettine mi dicono di avere la disponibilità di locali per un centinaio di mq”.

In realtà, si trattava di 700 mq, il luogo giusto per una struttura simile a quella avviata dallo stesso D’Ambrosio a Manfredonia.

Sarà gestita dalla ‘Caritas’ e darà nuovo corso e nuovo senso a quelle che nella cronaca e nella storia della città sono sempre state le ‘case della Mara’, quelle che la transessuale Antonio Lanzalonga donò alle suore benedettine prima di morire. Un ricordo il suo che  per quanto controverso, rimane vivo tra i leccesi, sebbene non ci sia traccia di lei nelle parole di oggi.