Frontale Ceglie-Francavilla, Valentina non ce l’ha fatta

Valentina Zaccaria

LECCE –  Il certificato di morte è stato stilato in nottata, dopo la mezzanotte, Atto conclusivo di una giornata vissuta all’insegna del dolore e della speranza. Valentina Zaccaria, la 18enne unica sopravvissuta al terribile scontro frontale avvenuto lo scorso 28 novembre sulla provinciale 26, non ce l’ha fatta.

Ha scelto di volare in cielo, per raggiungere l’amata mamma, la 36enne Maria Giovanna Di Giuseppe, morta nel tragico incidente stradale in cui persero la vita anche la 43enne Annita Capobianco, la sua figlia 17enne Marisabel Di Castri e il 59enne di Ceglie Messapica Giovanni Rogoli.

Nell’impatto tra la Fiat Punto condotta dalla Di Giuseppe e la Citroen C3 guidata dall’uomo, si salvò solo Valentina, idealmente protetta dal corpo della madre, rimasto senza vita davanti a lei, seduta sul sedile posteriore. Di fronte alla morte, anche la speranza. Valentina fu immediatamente ricoverata all’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi, per poi in serata, essere trasferita nel reparto Rianimazione del ‘Vito Fazzi’ di Lecce.

Lì, Valentina ci ha provato. Ha continuato, con incredibile forza, a sfuggire alla morte, consapevole che papà Cosimo e le sue due sorelline la attendevano a casa. La vita di Valentina è rimasta per giorni, appesa ad un macchinario, flebile speranza di vita ormai fuggita via. Il padre della 18enne, Cosimo Zaccaria, una volta messo al corrente della criticità della situazione, è caduto nella disperazione.

La decisione di lasciare volare via l’anima dell’adorata figlia sarebbe arrivata solo in serata, alle 19, quando la spina è stata staccata dopo terribili momenti di confronto con i medici, i famigliari, gli amici di sempre. Perché Valentina non si è arresa. Valentina ha solo scelto di raggiungere mamma Giovanna, che si sentiva tanto sola. Valentina ha scelto di rivedere l’amata Marisabel che con sua madre Anna, pregava per lei, da lassù. Valentina ha scelto. E un padre, per quanto affranto, non ha potuto  dire no alla sua bambina.