Oneri di urbanizzazione, indagini a valanga della Corte dei Conti

Corte dei Conti

BARI –  Indagini a valanga da parte della Corte dei Conti di Bari sul mancato aggiornamento degli oneri di urbanizzazione che fino a questo momento ha già portato i Magistrati contabili a quantificare un danno all’Erario di 32 milioni di euro.

La vicenda è destinata a complicarsi incredibilmente proprio perché lo stesso fenomeno, già riscontrato a Lecce, è emerso anche nelle Province di Taranto e Brindisi.

Le indagini della Procura della Corte dei Conti sono in corso, ancora non è possibile capire a quanto lieviterà il danno totale,  ma è certo che il fenomeno è destinato ad emergere a gran velocità. Ciò che i Magistrati hanno riscontrato, infatti, è che così come accaduto nei 97 Comuni salentini, anche nelle altre Province i funzionari comunali non avrebbero sollecitato l’ente ad aggiornare gli oneri di urbanizzazione.

Per arrivare a capo di una situazione ingarbugliata e ramificata, la Corte ha anche espressamente richiesto all’Assessorato all’Urbanistica della Regione Puglia di avviare un monitoraggio completo dei Comuni, così da incrociare i dati raccolti da Finanza, Procura contabile e Regione.

Nel Salento, invece, dopo aver desunto che nessuno dei Comuni è in regola, la Corte sta concentrando le indagini sulle singole responsabilità. Si sta cercando ora di capire, in pratica, di chi fosse la competenza in materia all’interno del Comune. Ovvero chi, in particolare, non ha sollecitato Giunta o Consiglio Comunale ad aggiornare gli oneri.

La vicenda scoppiata lo scorso settembre, lo ricordiamo, è nata nell’aprile 2011 grazie alle indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria. Gli investigatori dopo aver chiesto ai Comuni tutti gli elementi informativi per determinare le entrate derivanti dalla riscossione degli oneri di urbanizzazione, verificarono l’ultimo adeguamento che ciascun ente aveva deliberato.

I dati permisero di constatare che in molti casi, l’ultimo aggiornamento risaliva al ventennio precedente, agli anni ’80 e ’90. Di qui sommando Comune dopo Comune si è arrivati alla somma di 32 milioni di euro di presunto danno erariale e oltre 200 funzionari pubblici segnalati alla Corte e sui quali ora i magistrati contabili stanno approfondendo le indagini per risalire alle singole responsabilità.

Una indagine che nei primi mesi del prossimo anno potrebbe dare risultati impressionanti. Quantomeno dal punto di vista del danno erariale totale stimato.

Commenti

  1. angelo scrive:

    se la prassi era consolidata in tutti i comuni e tutti i cittadini ne hanno beneficiato, di grazia, dov’è il danno erariale? lo stato non è l’insieme dei cittadini?