‘Ionian Spirits’, la solidarietà di Consales ai 27 ‘ostaggi’ del mare

Porto Brindisi

BRINDISIEgiziani e montenegrini, lì da settembre, senza stipendio, con la possibilità di scendere dall’imbarcazione solo per acquistare generi di prima necessità e impossibilitati a tornare a casa. Uno stato di semilibertà, legato alle vicende giudiziarie che hanno bloccato in Porto, proprio sulla banchina nei pressi dell’ex Stazione marittima, la ‘Ionian Spirits’, nave che collegava Brindisi a Valona.

Sequestrata il 27 marzo, l’utilizzo della nave, proprio per garantire il collegamento, era stato autorizzato già il 6 aprile.

Poi, lo scorso 29 settembre, è arrivato il fermo. Ad eccezione del Capitano, ellenico e comunitario, i 27 membri dell’equipaggio sono prigionieri del mare e delle leggi internazionali.

La solidarietà e l’impegno dell’Amministrazione comunale, le cui competenze sono nella vicenda, praticamente nulle, potrebbero non bastare a sbloccare una situazione paradossale in cui le responsabilità, prendendo per buone le parole dell’allora Presidente dell’Autorità portuale Hercules Haralambides è da ascrivere esclusivamente all’Armatore e all’Agente Marittimo della ‘Ionian Spirit’ che per anni non hanno ottemperato a quanto previsto dalla legge, nonostante i reiterati tentativi di mediazione intrapresi in più occasioni.

Ma intanto, l’equipaggio grida aiuto: “Crew Nedd the Help”, questo lo striscione che campeggia a poppa di una nave, una prigione, un’assurdità che galleggia in un mare di leggi e cavilli.