Invasione di Radio Padania, ‘Linkiesta’ di Milano tifa Salento

Linkiesta

VILLA CASTELLI (BR) – La battaglia del Salento contro il colonialismo di Radio Padania non si ferma. Dopo l’occupazione abusiva delle frequenze di Idea Radio e la conseguente protesta ai piedi del ripetitore di Villa Castelli, l’editore Tommaso D’Angeli lancia un appello alla politica locale con la sollecitazione di portare la vicenda in tutti i Consigli comunali del territorio per informare i cittadini dei soprusi leghisti.

Sì, perchè l’emittente del Carroccio non intende fermarsi a Villa Castelli, ma prova a mettere radici ovunque e pare che abbia già bussato alla porta del Sindaco di San Pietro Vernotico per ottenere l’autorizzazione, ricevendo però il ben servito.

In attesa dei riscontri tecnici e del contraddittorio con Radio Padania sulle interferenze, D’Angeli registra frammenti delle trasmissioni leghiste, per documentare i contenuti offensivi e razzisti nei confronti dei meridionali. Intanto, la vicenda viene ripresa dalla testata nazionale online ‘Linkiesta’, che scava negli affari di Radio Padania, spiegando il noto meccanismo che consente ai leghisti di spadroneggiare lungo lo stivale.

Si tratta di un emendamento della Finanziaria 2001, una legge ‘ad aziendam’, che permette alle radio comunitarie di occupare nuove frequenze per completare la propria copertura. E l’emittente leghista, così come Radio Maria, fa parte delle radio comunitarie, espressione di istanze culturali, politiche e religiose, caratterizzate, secondo la definizione della Legge Mammì, dall’assenza di scopo di lucro.

L’attivazione di nuovi impianti è autorizzata fino a una copertura del 60% del territorio, una soglia che Radio Padania evita di raggiungere attraverso un trucco ormai collaudato. Prima individua il bersaglio, poi occupa a costo zero e infine cede lo spettro di frequenze a emittenti nazionali amiche, come RTL 102.5 e Radio 101. Un metodo che, grazie alla Finanziaria, porta nelle casse della Lega 500.000 euro l’anno per il potenziamento e l’aggiornamento tecnologico. Tutto ciò mentre le piccole realtà radiofoniche soffrono a causa del blocco dell’assegnazione di frequenze previsto dalla legge.

Alberto Crepaldi, autore dell’articolo, porta poi alla memoria la battaglia legale intrapresa nel 2011 da Paolo Pagliaro, editore di Mixer Media che dopo l’occupazione di Radio Nice ad Alessano, da parte del Carroccio, ha sempre denunciato una disparità di trattamento sancita per legge, oltre ai contenuti volgari e antimeridionali di Radio Padania. L’appello di Pagliaro ai Parlamentari e alle Istituzioni era quello di intervenire per mettere fine a un’ingiustizia.

Dopo il caso Idea Radio, il Senatore dell’IDV Giuseppe Caforio lo ha raccolto, inviando un’interrogazione al Ministro dello Sviluppo economico Passera affinchè impedisca questa barbarie. “E’ inaccettabile che una radio definita ‘comunitaria’ agisca in modo lesivo delle società operanti nel settore ed incitare per giunta all’odio sociale. Il Governo – conclude Caforio – intervenga per fermare questo scempio”.