Riordino, Ostuni mollaTaranto e sceglie Lecce

Ostuni, la 'Città Bianca'

OSTUNI (BR)  –  Sarà per le 3.000 firme raccolte a favore di Lecce, sarà per la decisione del Comune di Brindisi o per la problematica situazione tarantina. Motivazioni a parte, il risultato non cambia: dopo le scaramucce tra maggioranza e opposizione, Ostuni fa marcia indietro e sceglie di abbracciare Lecce, con una formula più morbida, che mette in panchina Taranto, in attesa dell’iter parlamentare del decreto legge sul riordino.

“Se il Parlamento accoglierà la volontà dei Comuni di Brindisi, San Vito dei Normanni e Carovigno, in aggiunta a quelli che avevano già deliberato a favore di Lecce, creando così la necessaria contiguità territoriale, si chiede di essere riordinati all’interno della Provincia di Lecce”.

Questo, in sintesi, il testo della nuova delibera partorita dal Consiglio comunale di Ostuni dopo un intenso dibattito. Delibera frutto di una sorta di compromesso tra le posizioni della maggioranza che spingeva per Taranto e dell’opposizione che, invece, guardava a sud, interpretando il sentimento più diffuso tra i cittadini, come dimostrano i numeri della petizione popolare.

Soddisfazione è stata espressa da uno dei principali fautori della battaglia barocca, il Consigliere UDC Ernesto Camassa che parla di una vittoria dell’intera città, dando atto al Sindaco di “un’onesta intellettuale che ha permesso di cambiare idea”. “Abbiamo fatto questa scelta per mantenere integro il territorio brindisino, per un principio di unità”, spiega il Sindaco Domenico Tanzarella che è già pronto a inviare la delibera a Roma.

“Ma se il Parlamento non accoglierà le richieste dei Comuni limitrofi ad Ostuni – precisa – saremo comunque felici di creare un nuovo soggetto istituzionale con Taranto”. La decisione di Palazzo Chigi sarà quindi fondamentale, non solo per il futuro della ‘città bianca’, ma per l’intero assetto dei tre territori salentini.

Un’eventuale assenza di Ostuni, potrebbe far cadere i requisiti numerici per l’autonomia di Taranto e aprirebbe la strada alla Macroprovincia del Salento.

A cura di Maria Pia Mazzotta

Commenti

  1. aaa scrive:

    Complimenti, avete comprato anche i voti di Ostuni. Così, dopo la decisione del governo di riaprire l’Ilva condannandoci a morte per tumore, la città di Taranto perderà anche i requisiti di capoluogo a scapito di Lecce, città grande meno della metà e dall’importanza storica anni luce dalla nostra, che non vedrà l’ora di spremerci peggio di quanto non abbiano fatto i baresi. Complimenti, ora mi sento davvero salentino, che bello far parte de lu salentu. Lasciateci morire di tumore ma con la nostra dignità intatta

  2. aaa scrive:

    E a tutti coloro che pensano che i tarantini siano tutti brutti, sporchi e cattivi perchè abbiamo l’Ilva, ricordo che 2/3 delle persone che ci lavorano arrivano da fuori la provincia di Taranto, e in particolare dal “salento” e dalla lucania. Ricordatelo la prossima volta che sputerete sul nome della mia città.

  3. COSIMO scrive:

    Non faremo parte del Salento, neanche morti!!!

    1. gianni scrive:

      ma chi vi vuole…solo che soli soletti non avete i requisiti nemmeno per fare la più piccola provincia italiana…fatevi inglobare dal materano o dal potentino…o peggio ancora andate con bari poi vedi come torni con la coda fra le gambe a chiedere annessione a lecce…

  4. MANDU AVETRAN scrive:

    ciao baresi!!!!

  5. aaa scrive:

    ahahahah certo gianni mi fai morire

  6. Luigi Mansullo scrive:

    Per il sig. Cosimo. Non so di dove è lei, ma in sincerità può rimanere dov’è.. Lei ha il sacrosanto diritto di non passare alla provincia di lecce o del salento se non le aggrada..eguale diritto hanno i cittadini di Ostuni di decidere con chi stare.. non crede?

  7. Vito scrive:

    Se Ostuni passa (a ragione) in provincia di Lecce allora Taranto deve chiedere l’elemosina a Locorotondo e Alberobello per restare provincia. Altrimenti è destinata ad essere inglobata da Lecce. Che piaccia o no.

  8. aaa scrive:

    Vito ti piacerebbe eh, preferirei andare con Bari pur di non darvi soddisfazione. Il vostro piano andrebbe in fumo. E cmq, fino a prova contraria, l’attuale decreto (anche se c’è il rischio che venga cambiato) delega al comune più popoloso lo status di capoluogo, mi piacerebbe vedere la vostra faccia ahahahah

  9. Brindisino da Roma scrive:

    Per fortuna che non vivo più in Puglia così almeno non posso dire di far parte della provincia di Lecce. Nonostante io sia di Brindisi, preferisco miliardi di volte Taranto, nonostante l’Ilva (che presto chiuderà). Criticate tanto Bari (la città più bella della Puglia) e Taranto, quando di Lecce non c’è niente di cui vantarsi, soltanto perchè avete due cose di Barocco il quale non fa una città e tantomeno la rende migliore delle altre. E’ una cosa che avete ingigantito voi leccesi per coprire tutto il 99.9% dei difetti di cui è formata la vostra città. Fa ridere questa storia dato che dipendete da Brindisi e/o da Taranto in tutto e per tutto, perchè vi rode il culo che abbiamo uno degli aereoporti più importanti di Italia e tante altre cose che la vostra città non ha e che non sto qui ad elencare, altrimenti non finirei nemmeno tra 1 millennio. Se proprio dovevano sparire le province a parte Bat, era la vostra proprio Lecce. Altrimenti ancora MEGLIO PER TUTTI potevano lasciare tutto così com’è, in modo tale che nessuno si azzuffava… ma siccome viviamo in un paese di merda chiamato “Italia” dove solo qui fanno una buffonata dietro l’altra a dismisura, purtroppo nessuno ci può fare niente e queste sono le schifosissime conseguenze.

  10. Brindisino da Roma scrive:

    Per fortuna che non vivo più in Puglia così almeno non posso dire di far parte della provincia di Lecce. Nonostante io sia di Brindisi, preferisco miliardi di volte Taranto, nonostante l’Ilva (che presto chiuderà). Criticate tanto Bari (la città più bella della Puglia) e Taranto, quando di Lecce non c’è niente di cui vantarsi, soltanto perchè avete due cose di Barocco il quale non fa una città e tantomeno la rende migliore delle altre. E’ una cosa che avete ingigantito voi leccesi per coprire tutto il 99.9% dei difetti di cui è formata la vostra città. Fa ridere questa storia dato che dipendete da Brindisi e/o da Taranto in tutto e per tutto, perchè vi rode il culo che abbiamo uno degli aereoporti più importanti di Italia e tante altre cose che la vostra città non ha e che non sto qui ad elencare, altrimenti non finirei nemmeno tra 1 millennio. Se proprio dovevano sparire le province a parte Bat, doveva far svanire era la vostra Lecce. Altrimenti ancora MEGLIO PER TUTTI potevano lasciare tutto così com’è, in modo tale che nessuno si azzuffava… ma siccome viviamo in un paese di merda chiamato “Italia” dove solo qui fanno una buffonata dietro l’altra a dismisura, purtroppo nessuno ci può fare niente e queste sono le schifosissime conseguenze.

  11. aaa scrive:

    Finalmente un brindisino che usa la testa… purtroppo i tuoi concittadini sperano di guadagnare qualcosa dal “brand salento” quando Lecce, invece, vi lascerà solo le briciole (esattamente come ha fatto Bari finora). Con Taranto si sarebbe creata un duopolio di gestione.

    1. denny scrive:

      non dire cretinate,sarebbe stata la medesima cosa. a sto punto meglio lecce che è piu simile.

  12. Nino scrive:

    Bene, a questo punto la La provincia di Taranto, o Taranto-Brindisi, mi sa che non esiste piu’ se Ostuni ha cambiato idea e scelto Lecce.

    Requisito minimo 2.500 kmq.

    Prov. Taranto 2430
    – Avetrana 73,23
    totale 2.356,77

    +Cisternino 54
    +Villa Castelli 34,58
    Totale 2445,35
    E quindi se le cose stanno cosi’ la provincia di taranto e’ da accorpare.

    Dovrebbe fare campagna acquisti…
    +Locorotondo 47,50
    2492,85
    Non bastano!

    + alberobello 40

    In pratica i Tarantini devono convincere SIA alberobello CHE locorotondo, direi sarebbe saggio ma quasi impossibile. A questo punto, (sempre se non salta il decreto sulle province), o il governo non ammette gli accorpamenti successivi con Lecce, ma scoppierebbe una rivolta a Brindisi, o si puo’ ipotizzare uno smembramento della provincia di Taranto: meta’ con Bari meta’ con Lecce.
    I politici tarantini pagano il prezzo della loro arroganza e ottusita’, i manduriani ringraziano Ostuni che ha fatto saltare il banco!!
    MANDURIA NEL SALENTO

    1. nicola oliva scrive:

      mi sembri che tu sia un pezzo di merda

  13. aaa scrive:

    Nino tu come pretendi di accorpare tre province e tre città? Già ora ci sono problemi a dislocare uffici provinciali a Brindisi che ha 90000 abitanti, a Taranto (ipotizzato un presunto capoluogo lecce) cosa lasciamo, la sala bingo? Oseresti pensare di togliere la questura, la prefettura, la camera di commercio e gli ordini professionali? a scapito di una città (lecce) con cui abbiamo pochissima intesa commerciale? Quanto alla presunta arroganza dei politici tarantini, vogliamo ricordare che proprio Stefano e Florido proposero il doppio-capoluogo a Brindisi, con Consales quasi in lacrime per cotanta (stupida a conti fatti) generosità? Non mi sembra che la lungimirante lecce abbia mai proposto qualcosa di simile, anzi, sarà felicissima di fagocitare nel suo sistema gli ignari brindisini che si sono svenduti al miglior offerente scegliendo la via più facile (Salento = turismo = sviluppo; le equazioni non sempre riescono).

  14. angelo scrive:

    Certo sentire parlare i tarantini o i brindisi contro le bellezze e la storia di Lecce è da ” fine del mondo” ;forse hanno ragione i maja. La bellezza di Lecce è del salento è riconosciuta a livello internazionale le altre due città…… non ricordo per cosa…..ah no, forse perchè Taranto ha 190.000 abitanti e Brindisi………boh???????????

    1. nicola oliva scrive:

      Ma se siete un quartiere di 70.000 mila anime comprese capre e topi, se non fosse per la vostra provincia non saresti nessuno capra capra capra e coglione

  15. claudio scrive:

    Oggi Taranto e il salento è in lutto perchè è stato ritrovato il corpo senza vita di francesco nostro collega .Dovremmo parlare di università infrastrutture e ricchezza per noi e i nostri figli in un contesto non di un grande Salento ma di un fortissimo Salento e ci sputiamo in faccia.Messe insieme le tre province potrebbero creare un sistema che a qualcuno fa paura tutto questo avverrebbe se mettiamo da parte la politica.Tanti saluti da TARANTO CITTA VECCHIA.

  16. gianpiero scrive:

    amici tarantini, non lo avete capito che le provincie non servono a nulla?? i vostri politici vi stanno aizzando per difendere i loro privilegi e i loro stipendi. La loro E’ una lotta per la sopravvivenza.E voi state difendendo i loro campanili.. con l’accorpamento Taranto non perderebbe la sua dignità, anzi ci guadagnerebbe . Parliamoci chiaro: Taranto è bellissima; purtroppo non è valorizzata per quello che vale veramente. Se parli con un cittadino del nord…di taranto si conosce solo la nomina dell’inquinamento, e della cattiva qualità di vita. Chi mai ci verrebbe se rimanesse da sola, ma anche nella taranto-brindisi chi mai si sognerebbe di venire in questa anonima provincia?sarebbero associate alla centrale a carbone, all’ILVA, alla cementil all’ENI..niente di più. al contrario sotto un grande brand tutto potrebbe cambiare…perchè il nome Salento o terra d’otranto è conosciuto in tutta Italia, in europa e nel mondo. IL brand è forte! Una cosa è dire vado in vacanza nel salento…e una cosa è dire vado in vacanza nella provincia taranto-brindisi.
    eppure avete spiaggie da sogno…guardasi,pulsano,leporano, lizzano, san pietro in bevagna campomarino ecc ecc…parlo della litoranea salentina. Non fatevi condizionare dai vostri politici, vogliono far rimanere la provincia a taranto solo per i loro interessi anche perchè la maggioranza dei cittadini non ha quasi mai a che fare con la provincia.

  17. MINO scrive:

    Ma stimo parlando sempre delle solite cose? taranto deve seguire le sue origini: bucarest o butapest (bari o matera)! saluti da MANDURIA (LECCE SALENTO)

    1. un barese scrive:

      di certo bari è molto piu avanzata di manduria,hanno una mentalità meno arretrata della vostra ,se a bari sono budapest a manduria siete baghdad

      1. MINO scrive:

        x il barese:POSSIAMO ESSERE TIRANA,VALONA,BAGHDAD ma e’ sempre meglio di essere BARESI!!!! adesso mancavano anche i baresotti nn basta l estate che venite a fare le vostre vacanze FAI DA TE come accampati E’ DICEMBRE DOVRESTI STARE IN LETARGO!! CIAO DAL SALENTO

        1. un barese scrive:

          ahahah già il fatto che ti porgi in questa maniera idmostra la vostra invidia,siete molto arretrati ahahah RIDICOLI ah idmenticavo proprio voi poi venite qui a rompere le palle nelle nostre università ,si perchè ci venite!

          1. MINO scrive:

            senti baresotto parlare cn te in questo contesto nn mi intaressa!! stattene tranquillo a BEER! ANCHE IN ESTATE andate sulla vostra “meravigliosa spiaggia di PANE E CIME DI RAPE ops: scusami pane e pomodoro” bel nome gli avete messo cmq! anche se nn e’ appropiato a voi. starebbe meglio PANE E ACQUA

  18. Brindisino da Roma scrive:

    Ti ringrazio aaa, io parlo in modo oggettivo cosa che non fanno i nostri “amici” leccesi che ancora si ostinano con quest’idea della loro città che hanno creato e ingigantito loro mettendola in testa ai turisti di passaggio per andare ad S.m. di Leuca Otranto e Gallipoli e ai miei concittadini come anche ai tuoi. Caro angelo a dire “bellezze” mi sembra un parolone, per qualche elemento di Barocco? Pensi che basti solo questo per rendere una città capoluogo di una grande provincia e considerarla migliore delle altre? Voglio ricordare a te e ai tuoi concittadini che Brindisi e Taranto hanno una storia enorme alle spalle, cosa che non ha la vostra amata Lecce. Hanno entrambe dei porti naturali importantissimi e strategici e dei centri storici molto belli (senza togliere nulla al vostro), Brindisi ha il teatro Verdi uno dei più grandi teatri d’Europa, uno degli aereoporti più importanti d’Italia. Poi vi ricordo che la vostra Lecce dipende da Brindisi da tutto e per tutto, in primis per il lavoro; come anche molti tuoi concittadini che lavorano nell’Ilva di Taranto o cmq nella città. Devo continuare a farvi l’elenco? Non penso che vi convenga altrimenti starei a scrivere all’infinito. Sono il primo a dire che al Sud non c’è lavoro altrimenti non starei qui a Roma, però voi che disprezzate tanto Brindisi e Taranto, intanto vi venite a fregare i soldi x il lavoro. E se la vostra città è davvero tanto “stupenda,bellissima,unica al mondo sotto tutti gli aspetti”, perchè non ve ne rimanete a lavorare lì? Te lo dico io, perchè a Lecce il lavoro è ancora più assente di quanto lo è a Brindisi e a Taranto.
    Cmq se fosse per me tutte le province potevano restare così come sono, ma visto che i nostri politici le vogliono accorpare a tutti i costi,si innalzano queste polemiche e allora si iniziano a dire le cose come stanno e come lo sono sempre state in maniera non soggettiva come fate voi ma oggettiva.

  19. Brindisino da Roma scrive:

    E ti dirò un’ultima cosa caro Angelo, l’anno scorso qui a Roma ero in un locale dove si fa l’aperitivo a buffet con dei miei amici pugliesi e romani; dei tuoi concittadini hanno avuto la faccia di dire per quanto siete schifosamente montati? Che Lecce oltre che essere meglio di Bari Brindisi Taranto e Foggia, è migliore anche di Roma. Allora io e miei amici e tutto il locale ci siamo girati a guardarli dopo quest’eresia assurda, gli abbiamo riso in faccia. E lo sai cosa hanno fatto quei quattro baccalà? Le loro facce sono diventate di tutti i colori per la vergogna, soprattutto dopo averlo detto davanti a dei romani, si sono alzati dal tavolo senza prendere nulla e sono usciti dal locale. Forse nemmeno nei film si è mai vista una scena così. Io se fossi stato leccese, come minimo mi sarei andato a nascondere nel bagno del locale e non sarei uscito più fuori. Per carità ammiro tanto il vostro spirito patriottico, però abbassarsi a questi livelli è davvero scandaloso e non è per niente umile. Quindi su una cosa do ragione sia ai maya ma soprattutto a te, la “fine del mondo” avverrà sicuramente finchè esisteranno persone come voi e come i nostri politici. E forse non solo del mondo ma la FINE DELL’INTERO UNIVERSO!!

    1. aaa scrive:

      Ho iniziato a mal sopportare i leccesi proprio durante gli studi a Roma… insopportabile sciovinismo e campanilismo estremo e inappropriato. Sentir dire che Lecce è la città più bella d’Italia, meglio di Firenze o Roma non può che provocarmi ilarità. Volete annettere la provincia di Taranto? Bene, spiegatemi perchè la mia città, con una storia superata per importanza solo da Roma nella nostra nazione (badate che non sto esagerando, aprite i libri di storia), debba ridursi a mero paesello di provincia come martano-patù-maruggio ecc… In questi giorni Taranto viene sbattuta in prima pagina con la dignità sotto i piedi, toglierle lo status di capoluogo sarebbe davvero eccessivo, e non penso che il governo centrale prenderà una decisione di questo tipo. Spiegatemi perchè Lecce e non Taranto. Cmq ho apprezzato il commento di Giampiero, uno dei pochi vostri conterranei con un pò di saggezza

  20. gianni scrive:

    potete scrivere quello che volete, la sostanza ei fatti sono tutt’altra cosa…l’invida é sempre staTA una netta caratteristica italiota…

    1. Brindisino da Roma scrive:

      E poi invidia di che cosa? Di Lecce? Che fate addossate i vostri difetti agli altri? Il vostro motto è sempre stato “l’erba del vicino è sempre la più buona”, dato che sapere benissimo che dalla vostra città a parte qualcosa di Barocco nn è stato generato nulla, e vi andate a fregare le cose appartenenti alle altre città, facendole passare come vostre agli occhi dei turisti e di chi nn conosce la Puglia. Quindi oltre al campanilismo e allo sciovinismo come dice aaa, una delle cose che vi caratterizza è proprio l’invidia x le altre città.

  21. francesco scrive:

    Sapevate che fino al 1927 Taranto e Brindisi facevan parte della cosiddettaTerra d’Otranto con capoluogo Lecce? Pensate…erano più onesti allora che risparmiavano i soldi statali! Dovreste vergognarvi se nel 2012 riuscite ancora a fare certi discorsi gretti e superati…in un Mondo globalizzato vi permettete di fare del campanilismo feudale! Da sempre si sa che l’unione fa la forza…e poi capirai se Lecce è il capoluogo…una cittá vale come le altre! A tutti noi salentini (perchè così si chiamano gli abitanti che vivono da Ostuni a Taranto fin giù) servono le bellezze artistiche, le potenzialitá economiche di tutto l’intero territorio per contrastare l’agguerrita concorrenza di potenze

  22. luigi scrive:

    Da un po di tempo purtroppo molti commenti contengono solo offese gratuite alla città di Lecce e alla sua Provincia. La maggior parte di queste conversazioni hanno il seguente tono “io sono bello, tu no”, “io sono grande, tu sei piccolo”, “io ho più storia della tua o della sua” ecc…… Gentili lettori il DLg sul riordino degli enti territoriali ha previsto una serie di parametri necessari alla rivisitazione in senzo restrittivo delle Province, in virtù dei quali la Provincia di Lecce tra le tre province della vecchia Terra d’Otranto è l’unica a raggiungere i requisiti per rimanere in vita, purtroppo le altre due Province dovranno essere riviste (accorpamento, fusione). Al netto di quanto detto, mi fate capire per quale motivo se un Comune del “Tarantino” o del “Brindisino”, sicuramente per un “Loro” calcolo di convenienza attuale (a torto o a ragione), sceglie di aderire alla Provincia di Lecce, l’infamia dell’oltraggio subito dovrebbe ricade su cittadini, istituzioni e politici Leccesi? Al contrario chiedetevi (soprattutto ai commentatori di fede Tarantina) per quale motivo Taranto non riesce ad attrarre a se nemmeno una parte di comuni della sua ex Provincia? Chi è causa del suo mal pianga se stesso!

  23. Brindisino da Roma scrive:

    Sn pienamente d’accordo con te aaa. Parlano di storia quando x trovare Lecce nei libri di storia bisogna andare a “Chi l’ha visto?”. Mentre Brindisi e Taranto nei libri ci sn sempre, come anche Bari, nn stai esagerando anzi stai dicendo soltanto la verità che i leccesi nn vogliono accettare x il loro sentirsi superiori agli altri. Infatti xchè Brindisi o Taranto e non Lecce? A me dispiace tantissimo x quello che sta succedendo a Taranto; nn è giusto che muoia tantissima gente l’inquinamento dell’Ilva come nn è giusto che tutti quegli operai perdano il lavoro. Io la renderei ecocompatibile anche se purtroppo nn è una cosa risolvibile in poco tempo, e mandare a vita dietro le sbarre Riva e i suoi complici dopo quello che hanno fatto. Ed ora ci si è messa anche la storia del tornado. È inammissibile che venga calpestata la dignità di una città in queato modo.
    Angelo e Gianni continuate voi e i vostri concittadini leccesi a farvi illusioni tanto x chi conosce davvero la Puglia, lo sa come stanno realmente le cose. Il vostro essere esaltati nn vi fa avere nemmeno un minimo di sensibilità e rispetto x quello che sta succedendo a Taranto, con tutta quella gente che sta morendo ingiustamente. Sn senza parole, questa si che è la “fine dell’universo” con gente che ragiona così. Con tutto che amo la Puglia che è sempre la mia regione, ma continuo a dire che è meglio che nn vivo più lì, con il rischio di trovarmi ogni giorno con individui che la pensano in questo modo a dir poco ignobile. Mi dispiace solo x le persone come voi aaa e Giampiero, che siete persone con la testa sulle spalle ad essere circondati da gente così.

    1. gianni scrive:

      disse Signore Gesù Cristo “Padre perdona loro che non sanno quello che fanno”…mai frase fu più giusta…in questo caso quello che scrivono però…
      p.s. quanto al fatto che i leccesi si impossesserebbero di cose altrui facendole proprie, svegliati altrimenti fai troppi incubi!stai confondendo coi baresi e gli esempi potrebbero essere molteplici, due per tutti, aldo moro,magliese e don tonino bello di alesssano!
      quanto alla non conoscenza della storia ( però blateri lo stesso..) vengono i brividi a leggere tante cazzate in poche righe…prometto a me stesso di non leggere più i post scritti da qualcuno anche se una dose di risate può sempre fare bene…
      invece di scriv ere idiozie dopmandatevi come mai tutti i comuni brindisini hanno deliberato l’accorpamento a lecce e non a taranto…a buon indentitore…
      p.s. quanto all’ennesima castroneria sull’ilva, ai lavoratori non serve l’inutile solidarietà, ma fatti concreti che politici edamministratori non solo non gli hanno dato ma gli hanno sottratto…

      1. Brindisino da Roma scrive:

        Gianni faresti meglio a svegliarti te che la troppa esaltazione vi ha dato al cervello. Siete patetici da far ridere chiunque x pena.
        Tanto x cominciare nn mai detto che Bari nn ha mai fregato niente, anzi proprio alla mia città ha fregato molte navi x la Grecia, e di certo nn dico che sia meglio sotto questo aspetto. Ma io parlavo della tua amata Lecce, nn iniziate come al vostro solito di utilizzare Bari o altre città come capro espiatorio dei vostri difetti. Nn so la storia? Vediamo allora: “nel 1944 quando gli alleati invasero Roma, il re Vittorio Emanuele III fuggì a Brindisi con Badoglio, facendo divenire essa capitale d’Italia x ben 6 mesi da settembre sino a febbraio” (Where is Lecce?) poi fammi pensare, ah già “nel porto di Brindisi fa il suo ingresso la Valigia delle Indie, una delle importanti più navi che trasportava dall’Oriente thè,tabacco,ecc facendo divenire il porto di Brindisi punto strategico e soprattutto di riferimento per i trasporti delle merci dall’estero” (Where is Lecce?) Inoltre ti ricordo che il porto di Brindisi è sempre stato importanti sin dai tempi degli antichissimi angioini e fa parte come Taranto dell’ancora più antica Magna Grecia, con la quale ha sempre avuto collegamenti oltre che con l’Oriente. Poi una delle vie più importanti di Italia se nn la più importante la grandissima Via Appia inizia da Roma e fa il suo capolinea a Brindisi la quale possiede anche la fantastica colonna romana che si affaccia sul mare che simbolicamente la fine dell’Appia (Where is Lecce? Absent!!!!!).
        Ovviamente nn ti sto elencare tutto altrimenti nn finirei nemmeno tra 1 millennio. Sn eventi accaduti in diverse epoche, vatti a leggere un libro di storia e vedi se nn è tutto così come ti ho detto, visto che vi fate meglio anche sulla cultura. Ed anche sulla storia KO per Lecce!!! Sappiate accettare la realtà e iniziate ad imparare il significato della parola “umiltà” della quale vi ci vorranno dosi nn giornaliere ma come minimo di dieci all’ora x ciascuno di voi. L’unica cosa sulla quale potreste battervi x essere migliori di tutti è l’ignoranza, con cui vincerete il Guiness World Record.
        Ahhhhhhhh povera Puglia anzi povera Italia che brutta fine che sta facendo con gente come voi e i nostri politici, altro che crisi o fine del mondo. Nn so dove si arriverà, se si andrà avanti in questo modo. Mi dispiace dirlo ma fanno bene le persone ad andare a vivere all’estero nn fuori dall’Italia ma dall’Europa, xchè ormai è una causa persa.

  24. claudio scrive:

    Ieri dopo il mio commento sono stato contattato dal rappr.di un pool di avvocati.Percorso giur.TA-BA,BR-LE-TA.Un eventuale cons.com.in merito la direz.è BA.Infr.consolidate radd.ferr.N.2 aereopo.Log.BA-TA consolidata.Università e politecnico di BA unione ventenn.Vocazi.Tur.Mare Valle D’ Itria ,Autostr.Superstr.Costr.Osped.Piu gran.Pugl.I vecchi osped.diventano contenit.ric.e Tecnol Policl BA.E molto altro io spero che la direzione sia verso sud anche se il portafoglio è verso il nord,un eventuale acc.Terra di Ba.e Terra Jonica darebbe vita alla più inponente movimentazione merci del mediterraneo.Dovremmo discutere tra noi.

  25. taras cave adsum scrive:

    Confermo Claudio forte risentimento contro brindisi e provincia. Non si vuole perdere tempo,fortissima volontà dei cittadini di TARANTO di intraprendere un discorso con BARI.Ciò che unisce queste due città è la vocazione portuale e infrastrutturale.

    1. MINO scrive:

      X TARAS: ECCO BRAVO!!!ANDATE A PARLARE CON BARI VI CAPIRETE SENZALTRO!!!! MANDURIA (SALENTO)

      1. gianni scrive:

        Caro mino vi aspettiamo, presto anche Manduria farà parte della grande( la più popolosa della puglia…)provincia Salentina!

        1. MINO scrive:

          gianni:MANDURIA nn si e’ mai sentita tarantina!!X MANDURIA sara’ stupendo ritornare a CASA! noi con loro nn abbiamo niente in comune siamo stati messi li nel 1923 ma finalmente siamo alla fine! E POI: MA VEDI NO COME SI ESPRIMONO? ma xche’ nn vanno su STUDIO 100 invece di venire a rompere le scatole su un emittente SALENTINA? mio nonno aveva ragione quando mi diceva: LI TARANTINI SONTU OCCA APERTA!cmq nn so di dove sei MA SI GARBATU

          1. gianni scrive:

            ti ringrazio mino del complimento!mi chiedi di dove io sia…pensavo fosse chiaro, sono di Lecce…vi apsettiamo nella nostra grande famiglia salentina!
            lo siete a tutti gli effetti!

  26. taras cave adsum scrive:

    Caro primitivo mino malauguratamente il decreto verrà stravolto e TARANTO perderà la sua provincia NOI indiremo un referendum prò Bari ,PER POI VENIRE A CHIEDERCI L’ELEMOSINA.Ora ti spiego:gli investimenti portuali e retroportuali a TARANTO sono inponenti solo TA E BA SONO In grado di gestire una tale situazione per quando riguarda il turismo la valle D’ITRIA HA lo stesso brand del salento.LE infrastrutture con BARI sono consolidate cosa credi solo nel salento sanno fare turismo la sola MARTINA FRANCA tira come lecce,noi non ci sentiamo salentini io al di là del campanilismo mi trovo bene a BARI e viceversa anche con la sua provincia.Posso elencarti tante cose anzi infinite,IL MOTIVO per cui queste due città sono legate tra loro,NOI tempo fà chiedemmo a lecce alcune facoltà Universitarie e la corte d’appello seccamente negate,cosa che BARI ci concesse creando un forte connubio.Poi non offendiamo TARANTO perchè ci sono molti anzi mltissimi padri di famiglia che non hanno lavoro in casa propia e chiudiamo là sennò ci facciamo MALE.

  27. Luigi scrive:

    Provo in poche righe a dire qualcosa di concreto a chi sostiene l’ inesistenza storica della città di Lecce. Prima però premetto di aver provato a immaginare Brindisi e Taranto prima che la stupidità umana le distruggesse dal punto di vista naturalistico e credo di poter dire che, a suo tempo, fossero dei luoghi fantastici..Taranto vecchia somiglia tantissimo a Gallipoli..il Mar Piccolo sarebbe un gioiello naturalistico e Brindisi ha un porto naturale che non ha pari (purtroppo inquinato da tutte le attività “umane” e militari). Lecce ha origini anteriori alla colonizzazione greca…i Messapi non stavano solo a Brindisi, caro Brindisino di Roma..basta scavare pochi metri e trovi ovunque testimonianze Messapiche..Dovresti sapere, caro Brindisino (se leggi i libri di storia in modo corretto e completo) che Brindisi assume una grande importanza strategica con i Romani che sfruttano il suo porto naturale..ma chissà perchè, sempre i Romani, costruiscono a Lecce un Anfiteatro di 25000 posti che, all’ epoca, era secondo solo al colosseo e ad alcune arene tipo Verona, Pola e Arles. Addirittura, sempre i Romani, costruiscono un Teatro a Lupiae (Lecce in Latino) e uno a due Km di distanza a Rudiae, città quest’ ultima, che diede i natali a Quinto Ennio, il padre della lingua Latina, precursore di Virgilio che, per la cronaca, morì a Brindisi ma era di Mantova. Lupiae, pensa un pò, aveva pure un porto (Porto Adriano) famoso perchè ivi sbarcò Augusto, primo imperatore di Roma e a porto Adriano (San Cataldo per i leccesi) Augusto fu proclamato Imperatore dalle truppe fedeli..tornando dall’ Epiro, Augusto decise di sbarcare a Porto Adriano perchè a Brundisium erano di stanza le truppe fedeli a Bruto e Cassio, gli assassini di Cesare…volendo fare una battuta, già 2000 anni fà Brindisi fece le alleanze sbagliate…

  28. Luigi scrive:

    Riguardo poi a Brindisi capitale d’ Italia…Vittorio Emanuele III e famiglia abbandonarono Roma in tutta fretta per salvare la pelle…si imbarcarono a Pescara e sbarcarono a Brindisi perchè, per loro, era il posto più lontano e, in quel momento, sicuro..ho fatto il militare nell’ Arsenale di Brindisi e conosco dall’ interno la casa dove alloggiò il piccolo re.. se le circostanze del momento non lo avessero consentito, probabilmente Vittorio Emanuele III sarebbe sbarcato (faccio per dire) a Otranto o più giù a Crotone…fosse sbarcato a Trebisacce, Trebisacce sarebbe diventata, per la sola presenza del re capitale d’ Italia…è capitato a Brindisi…come a Torino e Firenze che non se la menano poi così tanto per essere state capitali del regno sabaudo prima di Roma…

    1. denny scrive:

      intanto vengono riconosciute capitali anche nelle manifestazioni.

  29. Luigi scrive:

    P.S…se uno conosce la Via Appia ( Roma Brindisi) dovrebbe conoscere pure la Via Appia-Traiana (sempre Roma Brindisi) su un itinerario diverso dalla Appia storica ma sempre strada consolare romana che però, chissà perchè, proseguiva fino a Lupiae e Hydruntum (devo tradurre??)passando per Valesio (Torchiarolo)..in fatto di infrastrutture i Romani ne capivano meglio di certi politici attuali..e costruivano strade perfettamente integrate col territorio che attraversavano…altro che nastri d’ asfalto larghissimi e mega rotatorie..

    1. Brindisino da Roma scrive:

      STORIA DI BRINDISI
      Dalla preistoria ai Messapi
      Le ricerche e scavi occasionali hanno rivelato che a Brindisi è stato individuato un insediamento dell’età del bronzo media (XVI secolo a.C.) nel promontorio di Punta le Terrare, che si trova nel porto esterno: un gruppo di capanne, protette da un terrapieno di pietre, ha restituito frammenti di ceramica micenea. Lo stesso Erodoto aveva parlato di un’origine micenea per queste popolazioni.

      Ceramica Messapica, Centro documentazione messapica Oria
      La penisola salentina venne abitata dai Messapi, di provenienza incerta. I primi insediamenti documentati li troviamo alle soglie dell’VIII secolo a.C. con gli abitati di Oria e di Brindisi. La necropoli di Tor Pisana (a sud dell’attuale centro storico di Brindisi) ha restituito vasi protocorinzi della prima metà del VII secolo a.C.
      In chiave anti-tarantina deve intendersi l’alleanza fra Brindisi e Thuri testimoniata dal caduceo bronzeo del V secolo a.C. rinvenuto durante la costruzione del piazzale adiacente la stazione cittadina. Numerosi sono stati i ritrovamenti archeologici nell’area della città antica (tombe con ricchi corredi, epigrafi); rimane tuttavia improponibile qualsiasi tentativo di ricostruire il tessuto abitativo della fase messapica, dando per scontata la decontestualizzazione delle epigrafi utilizzate come materiale di reimpiego.
      La Brindisi messapica intratteneva certamente rapporti commerciali intensi con l’opposta sponda adriatica e con le popolazioni greche dell’Egeo: tali rapporti sono documentati dai reperti archeologici. (Aggiungo io che esiste il paese Ceglie Messapica della prov di Brindisi, che è la terra dei Messapi, che si trova nella cerchia della prov di Bari Brindisi e Taranto. Quindi anche questo con la tua Lecce non ha nulla a che spartire)
      IL PERIODO ROMANO
      I Romani vennero in contatto con la regione nel corso delle guerre contro i Sanniti e contro Pirro tra il IV e il III secolo a.C. Per tutte le città della Puglia si preparava la conquista da parte dei Romani, i quali ben presto si accorsero della posizione strategica della regione che, con il porto di Brindisi, rappresentava la via per la conquista dei Balcani e della Grecia.
      Brindisi, che era stata conquistata nel 266 a.C., venne poi elevata al rango di municipio nel 83 a.C. e ai brindisini fu riconosciuta la cittadinanza romana (240 a.C.).
      Il dominio romano favorì la realizzazione di importanti infrastrutture e opere pubbliche. Dal II secolo a.C. Brindisi fu collegata direttamente con Roma dalla Via Appia attraverso Taranto, Venosa e Benevento; sotto Traiano si lastricò un tratto costiero, la Via Traiana, che passava per Egnazia e Canosa e raggiungeva l’Appia a Benevento (il viaggio da Roma a Brindisi via terra si effettuava in 13/14 giorni lungo un percorso totale di 540 chilometri). Brindisi divenne cosi il principale porto romano verso l’Oriente, sia come base navale per tutte le guerre con la Macedonia, la Grecia e l’Asia minore, sia come importante centro commerciale, in sostituzione di Taranto, la cui importanza era assai diminuita dopo la conquista romana.Durante la seconda guerra punica Brindisi rimase fedele a Roma, anche dopo la battaglia di Canne, e ciò che le valse riconoscenza e onori. Ottenne da Silla nell’anno 83 a.C. l’immunità – probabilmente in relazione all’istituzione di un porto franco – che poi conservò per lungo tempo. Divenuto un porto trafficatissimo e caposcalo per l’Oriente e la Grecia, molti romani illustri transitarono da Brindisi: Cicerone, ospite di Lenio Flacco, vi scrisse le Lettere Brindisine[2]; a Brindisi arrivò Orazio Flacco in occasione del suo viaggio durante il quale accompagnò Mecenate e vi morì Virgilio, mentre tornava da un viaggio in Grecia; vi sbarcò Agrippina con le ceneri di Germanico. Un evento importante interessò Brindisi nel 49 a.C.: nel corso della Guerra civile, Giulio Cesare assediò la città dove si era rifugiato Pompeo e ne ostruì il porto. A Brindisi nel 40 a.C. Ottaviano e Marco Antonio si riconciliano (foedus brundusinum).
      Brindisi rimase un florida e attiva città per tutto il periodo imperiale romano, come è attestato da scrittori latini che ci documentano sul traffico militare e commerciale che si svolgeva nel suo porto. Plinio la menziona anche per la produzione a carattere quasi industriale di specchi in bronzo; Varrone ne loda la coltivazione della vite; Cassio Dione ricorda i venditori ambulanti di libri in lingua greca.
      IL MEDIOEVO
      Brindisi, con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, si avviò verso un periodo di decadenza lungo ed inesorabile. Nei primi secoli del Medioevo subì devastazioni durante la guerra greco-gotica (535-553), fu poi sottomessa ai Longobardi che la tennero dal VII al X secolo. Subì ripetuti assalti e saccheggi da parte dei Saraceni (in particolare nell’838) e fu distrutta dall’imperatore Ludovico II nell’868[3]. Fu ripresa dai Bizantini ed ebbe probabilmente un vescovo greco; agli inizi dell’XI secolo, il protospatario Lupo avviò un programma di ricostruzione della città che ci è documentato solo dalla iscrizione posta sulla base di una delle colonne monumentali del porto.
      La città fu conquistata da Roberto il Guiscardo una prima volta nel 1060 e poi, definitivamente, nel 1071. Fu dominio di Goffredo, conte di Conversano, il quale proseguì l’opera di ricostruzione urbana con la moglie Sichelgaita, e di suo figlio Tancredi, favorendo il ritorno della sede episcopale e la costruzione di una nuova cattedrale. Divenne poi nel 1133 città demaniale sotto Ruggero II, ma nel 1156 fu devastata dal re Guglielmo il Malo a seguito della rivolta baronale. Fiorì per cultura e commerci: il porto ritornò ad essere importante scalo per l’Oriente e divenne il principale imbarco per pellegrini e crociati diretti in Terra Santa. Il re Tancredi vi fece celebrare le nozze del figlio Ruggero III con la figlia del basileus di Bisanzio e nella stessa cattedrale lo incoronò suo successore (1192).
      Nel 1199 Brindisi firmò un patto di alleanza commerciale e politica con la repubblica di Venezia. Federico II di Svevia aveva una speciale predilezione per Brindisi che lui definì in versi filia Solis. Il 9 novembre 1225 nella Cattedrale di Brindisi il Puer Apuliae prese in moglie Jolanda di Brienne, erede della corona di Gerusalemme[4], e dal porto brindisino partì nel 1227 per la Sesta crociata da lui comandata.[5]. L’imperatore fu anche il promotore della costruzione di un robusto castello (1227) e dell’ampliamento del preesistente arsenale (1240) situato nel seno di ponente del porto presso il castello: tale arsenale poteva ricoverare ben venti navi (la città di Napoli nello stesso periodo poteva contare su un arsenale per otto navi). L’imperatore concesse inoltre alla città molti privilegi e soprattutto vi fece funzionare una delle due zecche del Regno.
      Sotto gli Angioini fu ingrandito il porto e restaurato il castello, ma fu chiusa la zecca e la città ebbe poi a soffrire per le lotte dinastiche e per le conseguenze della peste (1348-1349): sarà ripopolata grazie a massicce immigrazioni di Slavi, Albanesi e Greci.
      DAGLI ARAGONESI ALL’UNITA’ D’ITALIA
      Sotto gli Aragonesi fu rafforzato il castello di terra, venne costruita la fortezza dell’isola Sant’Andrea; ma per proteggere la città Giovanni Antonio Orsini Del Balzo nel 1449 aveva inopportunamente ostruito il canale del porto e aveva soffocata così la sua via marittima. Per oltre tre secoli il porto di Brindisi si sarebbe ridotto ad uno scalo di pescatori e approdo di piccolo cabotaggio. Brindisi fu anche distrutta dal terremoto del 1456 e riedificata da Ferdinando I d’Aragona. Dal 1496 al 1509 appartenne a Venezia e poi passò al dominio spagnolo.
      Sotto gli Spagnoli aumentò la decadenza: il porto rimase abbandonato, le acque attorno si erano impaludate e la città piombò in una gravissima crisi economica e demografica; alle rivolte popolari del 1554 e del 1647 i nuovi padroni risposero con la repressione. La tremenda epidemia di peste che funestò il Regno di Napoli nel 1656 si fece sentire anche a Brindisi.
      Con la dominazione borbonica si ebbe un periodo di crescita economica: nel 1775, sotto Ferdinando IV di Borbone, fu riattivato per opera dell’ingegnere Andrea Pigonati il canale d’uscita del porto interno (attuale Canale Pigonati) e furono risanate le paludi adiacenti alla città. La città fu così collegata con il nuovo sistema stradale che veniva realizzato nel Regno e successivamente fu scelta come caposaldo della linea ferroviaria adriatica, alla cui realizzazione attesero il vecchio regno borbonico e il nuovo stato unitario. Con l’apertura del canale di Suez nel 1869, Brindisi divenne il terminale europeo della Valigia delle Indie: dal 1870 al 1914 fu il porto d’imbarco della principale comunicazione tra l’Europa Occidentale e l’Oriente. La fama di Brindisi quale porto capolinea dei collegamenti con l’India è ben espressa ne Il giro del mondo in 80 giorni pubblicato nel 1873 dal francese Jules Verne.
      IL NOVECENTO
      Durante la guerra 1915-18 la posizione di Brindisi, quale unico porto sicuro della sponda italiana dell’Adriatico, ne fece la base naturale delle operazioni militari su quel mare. Il porto fu quindi attrezzato in rapporto alle esigenze militari e divenne base della flotta italiana e delle navi alleate che operavano nel basso Adriatico. Il bacino naturale del porto interno si rivelò anche un’ottima base di partenza e atterraggio di idrovolanti. Con il Governo di Giovanni Giolitti fu realizzato il mastodontico Acquedotto Pugliese, il più grande acquedotto d’Europa, che permise alla città di rimediare allo storico problema della penuria di acqua.
      Con l’avvento del fascismo, fu istituita la nuova provincia di Brindisi (legge 22 dicembre 1927) e durante il ventennio a Brindisi furono costruiti edifici scolastici, palazzi istituzionali ed altre importanti infrastrutture (aeroporto militare).
      Nel corso della Seconda guerra mondiale la città, a causa della sua posizione altamente strategica e per le importanti strutture esistenti, subì tremendi bombardamenti in diverse circostanze, già nel 1940 e nel 1941. Tra il settembre 1943 e il febbraio 1944, quando Vittorio Emanuele III sfuggiva agli eventi della Liberazione, la città ebbe funzione di CAPITALE D’ITALIA.
      Le drammatiche condizioni economiche del secondo dopoguerra provocarono sia una ripresa delle lotte del movimento contadino, sia una massiccia emigrazione verso le città industriali del Nord Italia. Nei primi anni sessanta a Brindisi fu realizzata una grande industria petrolchimica che andava ad aggiungersi alle imprese meccaniche e aeronavali, garantendo opportunità di lavoro a tecnici e operai provenienti dal territorio e dalle province e regioni limitrofe.
      Per un certo periodo Brindisi ha ripreso la sua vocazione di collegamento con l’Oriente, divenendo il porto preferito dal turismo diretto in Grecia.

  30. Luigi scrive:

    Vatti a guardare la mura megalitiche Messapiche di Manduria, quelle di Roca Vecchia (Messapiche pure quelle), quelle di Vaste-Poggiardo (Messapiche pure quelle) e quelle di Muro Leccese (che si chiama Muro non a caso…ci sono le mura messapiche pure là..)Di sicuro ai Messapi non faceva schifo la parte di Salento corrispondente alla provincia di Lecce…gira un po’ di più e copia un po’ di meno…e dai un significato reale alle parole… la “non simpatia” verso qualcuno,manifestata con i termini che usi in modo così spregiudicato, si definisce con una parola sola: ODIO…

    1. MINO scrive:

      x luigi:con 2 parole gli hai fatto scuola!! speriamo che la smetta, ogni volta occupa un sacco di spazio per sole c……e!! CMQ SECONDO ME QUELLO E’ DI MARTE!!

      1. Brindisino da Roma scrive:

        Ecco il numero 6, in effetti mi stavo preoccupando che non stesse saltando fuori più nessuno. Verrò pure da Marte, ma almeno guardo in faccia la realtà a differenza vostra che siete una massa di esaltati infantili. Raccontare storie inventate o cammuffate, la chiami fare la scuola?
        Se in passato il tuo caro concittadino si fosse presentato come mio professore, sicuramente avrei scelto di rimanere ignorante a vita come voi. Se il tuo amico Luigi fosse stato un professore, penso che Carlo Magno sarebbe ritornato in vita, alzandosi dalla sua tomba ed avrebbe fatto sparire non solo tutti gli edifici scolastici nel mondo ma proprio il termine SCUOLA.
        Con questa tua affermazione, hai dimostrato di essere addirittura peggio dei primi 5, incluso il amico Luigi. Non pensavo che ne potessero esistere ancora di peggio, non finite mai di stupirmi voi leccesi, avete sempre un asso nella manica, ce bravi vagnuni ca siti. Ahhhhhhhhhhhhh povera a vui!
        Meglio venire da Marte che dal vostro pianeta di nome Ignoranza o Nazismo. (potete chiamarlo in entrambi modi, tanto ne fanno parte entrambi) 🙂

    2. Brindisino da Roma scrive:

      Guarda grande IGNORANTE, ho perso fin troppo tempo a risponderti, tanto parlare con voi leccesi è “comu lavari la capu allu puercu” come si dice a Brindisi. E’ inutile stare a parlare con voi, che siete nati con l’ignoranza e l’esaltazione di voi stessi e della vostra inutile città, nel sangue; che nemmeno se scende il Signore in terra vi farà mai cambiare idea e imparare ad accettare la realtà. E non serve a niente tentare di addossare i vostri difetti di ODIO INVIDIA e RAZZISMO verso gli altri. Siete spiccicati ai nazisti di Hitler se nn pure peggio, però la differenza che prima erano anni 40, ora siamo nel 2012 ed è rivoltante il fatto che esiste ancora gente così.
      Poi se capisci la lingua italiana, ti ho fatto un copia e incolla perchè la storia di Brindisi e talmente vasta e infinita rispetto a quella inesistente della tua Lecce, che non si riesce a spiegare tutta nei minimi dettagli in tre parole. Se poi me la devo inventare sul momento come fate voi allora è un altro discorso.
      Cmq oh Divina IGNORANZA fatta PERFEZIONE le porgo i miei omaggi per la lezione di storia inventata, ora può andare in pace.

  31. Luigi scrive:

    …no Mino..non è marziano…solo un po’ esaurito.. fatica sprecata spendere altro tempo!

    1. Brindisino da Roma scrive:

      Grazie per il complimento amico Luigi! Si dice che i marziani siano quegli essere viventi addirittura più intelligenti e superiori agli esseri umani. Così mi considerate anche più intelligente di voi leccesi, eh eh, attenzione vi state sminuendo da soli. Un complimento da parte vostra è proprio da segnare sul calendario oppure ancora meglio farò un enorme poster con tutta la frase e lo appenderò sull’intero palazzo. 🙂 Caspita avete arricchito la storia della vostra città con questo elogio, siti propria vagnuni dritti atru li chiacchiri! 🙂

      1. Brindisino da Roma scrive:

        Ops! Ho fatto un errore grammaticale, ora il prof Luigi mi mette una nota, invece di quegli esseri viventi ho scritto quegli essere viventi. Sorry! 🙂

        1. MINO scrive:

          ciao brindisino meticcio! io sono stato a ROMA 9 anni e’ praticamente uscivo la mattina per andare a lavorare e tornavo la sera! credo che tu sappia li come funziona.certo io stavo a casalbertone sicuramente tu sei uno dei parioli o della camilluccia!detto questo si vede che nn hai un c…o da fare visto il tempo che ti freghi a dire stronzate!CIAO DA MANDURIA ti ricordi?MESSAPICA

          1. Brindisino da Roma scrive:

            E io sto da due anni caro amico leccese di razza pura. Ti informo che io esco x andare a lavoro la mattina alle 7,30 e torno il pomeriggio alle 17,30 altri giorni anche alle 18,30. Se ti interessa sto a Basilica San Paolo, anche te classico leccese che giudica senza conoscere; mica sn come voi che mi vanto dalla mattina alla sera, e considero persone intelligenti e colte coloro che abitano in zone chic. Questa è una cosa di vostra competenza, nn addossate continuamente i vostri difetti agli altriX esprimere un pensiero oggettivo bisogna vivere nei quartieri alti? Quindi stavi a Casal Bertone? Sembravi uno di San Pietro o dei Prati. Io oltre che lavorare, se mi è possibile trovo il tempo x stare qui al pc e leggere le notizie su quello che accade nel mondo, come una persona normalissima. È vietato? Stavi a Roma, ed ora stai a Manduria, caspita che salto di qualità, probabilmente dove lavoravi prima i romani hanno capito che sei un tarantino futuro leccese, e ti hanno scacciato.
            Che poi la cosa ridicola è che ti batti così tanto il petto x Lecce quando invece la tua Manduria è ancora in prov di Taranto. È carino il tuo paese ci sn stato, mi piace tanto la piazza centrale che nn ricordo come si chiama. Parli di Messapica, e come vedi nn ha niente a che fare con Lecce anche se nn sei molto lontano. Proprio tu critichi me che sto qui che nn ho niente da fare, siccome nella tua futura Lecce c’è tantissimo lavoro, vedo che te e i tuoi amici leccesi state qui sopra 24 h su 24. Io almeno dopo una giornata lavorativa, appena mi è possibile mi metto davanti al pc x rilassarmi un pò; e voi che state a fare sempre qui? Evidentemente siete voi che nn avete un c….. da fare, che stare ad elogiare quella città inutile anche sul web. Forse vi pagano x i vostri stupidi elogi, ci manca solo che in Puglia si abbassino a fare anche questo.