Presidente del Consiglio indagato, il Centrodestra chiede le dimissioni di Metrangolo

Sfondo Castello di Oria

ORIA (BR) – Secondo l’accusa, personificato dal Pubblico Ministero Raffaele Casto, l’indagato avrebbe offerto buoni benzina in cambio di voti. Secondo l’opposizione di Centrodestra, l’indagato deve quindi dimettersi dalla carica di Presidente del Consiglio comunale di Oria.

Secondo l’indagato, invece, chi parla di rinvio a giudizio, o addirittura di voto di scambio (che è un reato diverso previsto per le associazioni politico-mafiose) è in malafede o forse, lo fa per un equivoco perché, scrive in una nota, “io non sono stato mai rinviato a giudizio e nessun giudice è stato mai interessato alla vicenda che oltremodo, è stata riportata in maniera distorta dai giornali”.

La vicenda giudiziaria che vede coinvolto Antonio Metrangolo, eletto nelle fila di Noi Centro nelle scorse amministrative e attualmente presidente dell’Assise federiciana, diventa sempre più ingarbugliata.

Indagini concluse e citazione diretta a giudizio il giovane politico federiciano, che affronterà il dibattimento con gli altri 6 indagati. Giuseppe De Gaetani, Donato Ottaviano, Fernando Dell’Aquila, Roberto Memmola, Ubaldo Patisso e Pietro De Virgilis.

L’ipotesi di reato a loro carico è di dazione offerta o promessa illecita di utilità ad uno o più elettori con l’aggravante della continuazione. Occasione troppo ghiotta per le forze di opposizione di Centrodestra che in maniera congiunta, e pur convinti assertori del principio di presunzione di innocenza fino al giudicato definitivo, chiedono le dimissioni dalla carica di presidente, a salvaguardia dell’immagine del Consiglio comunale e della città di Oria.

Ma Metrangolo, in attesa di essere ascoltato dal Giudice, continua per la sua strada. “Sono sereno e sono anche innocente e lo dimostrerò facilmente – scrive in un comunicato il tesserato di Noi Centronel corso del giudizio perché a me hanno sempre insegnato che esiste una garanzia a tutela dei cittadini, rappresentata dalla figura del Giudice che, appunto, giudica e valuta le richieste del Pubblico Ministero, cioè dell’accusa, ma solo dopo avere valutato anche le ragioni della difesa quando, quest’ultima, viene posta nelle condizioni di dimostrare il contrario di quello che pensa il Pubblico Ministero”.

Insomma, all’intera vicenda, che ha anche portato ad un’indagine parallela che vede indagati lo stesso Casto con 3 Carabinieri per l’accusa di falso avanzata dopo l’esposto di uno degli indagati, Metrangolo di dichiara estraneo. E sarà appunto il Giudice ad avere l’ultima parola.

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  1. GRAZIANO DEBELLINI ED ALTRI 9 FEDELISSIMI DELLA COMPAGNIA DELLE OPERE RINVIATI A GIUDIZIOVenerdì 22 Ottobre 2010 18:43http://www.padova24ore.itGraziano Debellini ed altri nove coimputati nell’indagine per una presunta truffa all’Unione europea sono stati rinviati a giudizio oggi dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Padova. Il fondatore della Compagnia delle opere è accusato di aver concorso a truffare oltre mezzo milione di euro all’Unione europea ed a cascata al ministero del Lavoro ed alla Regione Veneto. ?Insieme a Debellini, 56enne ex presidente della Compagnia delle Opere Nord Est, altri nomi eccellenti della vita economica della città del Santo dovrenno comparire davanti al giudice monocratico del tribunale di Padova il prossimo 11 marzo. Si tratta di Renzo Sartori, direttore dei Magazzini Generali di Padova, Fabio Di Nuzzo di Dieffe scarl, Alberto Raffaelli di Chronos spa (coordinatore Associazione Sussidiarietà Triveneto ed ex presidente della Cdo Nordest), Giuseppe Cinquina di Fidelio, Prazio Zenorini di Cesfo e Maurizio Battistella di Work Crossing. ?L’accusa, rappresentata in aula dal pubblico ministero Vartan Giacomelli, partì con una verifica fiscale nei confronti di una rete di società legate alla Cosmi Group e alle informazioni che un ex collaboratore, non pagato a sufficienza a suo dire, che aveva fornito alla Guardia di Finanza. L’inchiesta è incardinata su corsi di formazione, svolti tra il 2003 e il 2005 finanziati con fondi europei, del Ministero del Lavoro o della Regione Veneto.