Operazione ‘Giano’: GdF sequestra i beni di Roberto Corigliano, 31 milioni suscettibili di confisca

Roberto Corigliano

LECCE – La Guardia di Finanza di Lecce ha sottoposto a nuovo sequestro i beni, per oltre 30 milioni di euro, riconducibili a Roberto Corigliano, l’ex Presidente di Confcommercio arrestato nel 2004 nell’ambito dell’operazione ‘Giano’, quella con cui Carabinieri e Fiamme Gialle assicurarono alla giustizia 13 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, all’usura e all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Secondo gli inquirenti, Corigliano, all’epoca dei fatti proprietario di 2 aree di servizio Q8, sulla via per Merine e sulla via per Maglie, avrebbe utilizzato le proprie attività come una sorta di piattaforma per riciclare denaro per conto della scu.

Del resto, tutta  l’inchiesta ruotava proprio intorno alle attività dell’imprenditore che, assolto con formula piena in 1°grado, è stato condannato in appello a 5 anni e 6 mesi di reclusione (condanna, peraltro, inflitta una decina di giorni fa).

I suoi beni, sottoposti in un primo momento a sequestro preventivo, adesso per effetto della condanna in appello sono suscettibili di confisca. Tutto dipenderà dal 3° grado di giudizio. Quindi, se la Cassazione dovesse confermare la condanna, tutti i suoi beni passeranno definitivamente nelle mani dello Stato.

31 milioni fra conti correnti bancari, quote societarie, capannoni e terreni fra Lecce e Milano.