Agguato tra le campagne di Ostuni, 44enne fucilato al volto

ritrovamento cadavere

OSTUNI (BR) – Trovato in auto dalla moglie, a poche decine di metri dal cancello dell’abitazione del suocero, con il volto spappolato da un colpo di fucile a pallettoni. La vittima è Giuseppe Marzio, 44enne di Ostuni, già noto alle forze dell’ordine, titolare di una palestra e padre di 3 figli, di cui uno di appena 20 giorni.

I fatti, nella tarda notte tra lunedì e martedì, quando l’attentatore, armato presumibilmente di doppietta, ha atteso Marzio appostato dietro ad un muretto a secco, in Contrada ‘San Benedetto’, tra la macchia mediterranea che divide la ‘città bianca’ con l’agro di Ceglie Messapica. Due i colpi esplosi. Il primo, ha raggiunto la vecchia Y10 tra il cofano e il parabrezza, andato in frantumi. Il secondo, invece, ha raggiunto il 44enne al volto.

L’uomo sarebbe probabilmente morto sul colpo. Mentre l’auto, ancora in movimento, avrebbe quindi terminato la sua corsa nei pressi del vialetto di ingresso posteriore della villetta del suocero. Un vero e proprio regolamento di conti, con gli inquirenti, coordinati dal Pubblico Ministero Iolanda Danile Chimienti, al lavoro per cercare una pista che possa portare all’individuazione dell’omicida.

Sul posto, oltre agli agenti del Commissariato di Ostuni coordinati dal Dirigente Francesco Angiulli e la Squadra mobile di Brindisi guidata dal Vice Questore Alberto Somma, anche i Carabinieri della Scientifica, alla ricerca di dettagli utili per il proseguo delle indagini che inevitabilmente, riporteranno a galla il turbolento passato della vittima.

Marzio era balzato agli onori delle cronache nella primavera dello scorso anno, quando fini agli arresti perché ritenuto responsabile, insieme ad un complice, per l’’attentato esplosivo nelle campagne di Soleto, in Contrada ‘Fischione’, quando fu gravemente danneggiata una villa di proprietà di un pensionato di 77 anni di Galatina, Salvatore Angelo Lanzillotti. Ma il 44enne aveva già guadagnato le prime pagine dei giornali nel 2001, perché accusato, e poi scarcerato per mancanza di prove insieme ad altri 3 presunti complici, per l’omicidio di Reanto Mitrotta, 43enne del posto.

Storie passate, rimaste negli archivi delle forze dell’ordine e chissà, forse anche di chi, in un modo o nell’altro, a voluto farsi giustizia da solo.