Bufera Ilva: arrestati Conserva, Riva ed altri 5

ILVA

TARANTO  Nuova bufera giudiziaria sull’Ilva di Taranto. All’alba, gli agenti della Guardia di Finanza hanno notificato 7 ordinanze di arresto e sequestro tra politici, funzionari e vertici Ilva. Tutto nell’ambito dell’inchiesta ‘Environment sold out’, relativa a presunte pressioni esercitate per ridimensionare gli affetti delle autorizzazioni ambientali.

5 le misure di detenzione disposte dal GIP Patrizia Todisco e 2 nell’ordinanza del GIP Vilma Gilli che ha disposto i domiciliari per l’ex Assessore all’Ambiente della Provincia di Taranto Michele Conserva, che si è dimesso dall’incarico circa due mesi fa e per l’Ing.Carmelo Delli Santi, rappresentante della Ditta di Ingegneria ‘Promed’. I due sono entrambi accusati di concussione.

Tra gli arrestati, per disposizione del GIP Todisco, ci sono il Patron Emilio Riva, già agli arresti domiciliari dal 26 luglio scorso. La detenzione in carcere è stata disposta dallo stesso GIP per il Vice Presidente di ‘Riva Group’ Fabio Riva, al momento non ancora raggiunto, per l’ex Direttore dell’Ilva Luigi Capogrosso e l’ex Responsabile dei rapporti istiotuzionali del siderurgico Girolamo Archinà. Ai domiciliari l’ex Rettore del Politecnico di Taranto, Lorenzo Liberti.

Il Presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante e il Direttore dello stabilimento tarantino, Adolfo Buffo, sono indagati per “inosservanza delle precedenti disposizioni dell’Autorità Giudiziaria”.

Il sequestro preventivo è stato disposto, invece, per l’area prodotti finiti e semilavorati dello stabilimento. Una fatto che, dopo l’altro sequestro dell’area caldo, rischia di assestare il colpo di grazia allo stabilimento.

L’ipotesi di reato è quella di associazione a delinquere. Una indagine, quella che ha portato agli arresti, che nasce quale ampliamento del primo filone di inchiesta sul presunto inquinamento ambientale a carico del siderurgico. L’inchiesta è partita a gennaio di due anni fa sui basa, tra l’altro su una lunga serie di intercettazioni. Il Procuratore Sebastio, in conferenza stampa ne cita una per tutte.

Intanto le indagini, è stato confermato, non sono chiuse, riprenderanno nelle prossime ore e potrebbero riservare ancora clamorosi colpi di scena.

Commenti

  1. Articolo 422 Codice penale italiano: « Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 285, al fine di uccidere, compie atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità è punito, se dal fatto deriva la morte di più persone, con la morte (pena purtroppo sostituita con l’ergastolo). Se è cagionata la morte di una sola persona si applica l’ergastolo. In ogni altro caso si applica la reclusione non inferiore a quindici anni. »http://www.ilcittadinox.com/blog/ilva-il-ricatto-mafioso-delle-imprese-italiane.html

    Lo stato del paradosso mafioso:
    il delinquente viene tutelato mentre il cittadino assassinato dalla diossina dispersa volontariamente viene dimenticato.
    Questa non è l’Italia, questa è Sodoma, questa è Gomorra.
    http://www.ilcittadinox.com/blog/non-e-questa-litalia-questa-e-sodoma-questa-e-gomorra.html
    Gustavo Gesualdo
    alias
    Il Cittadino X