Cocaina in auto, arrestato l’amico di Vadacca

Guardia di Finanza

LECCE  –   Scattano le manette anche attorno ai polsi di Alessio Bellanova, il 30enne leccese, balzato in questi giorni agli onori delle cronache perchè presente, lo scorso 30 ottobre, all’agguato in cui rimase ferito l’amico Davide Vadacca, nell’area di servizio ‘Esso’, sulla via per Brindisi.

Un colpo di scena che anima la già animata vicenda che proprio nelle ultime ore ha portato all’arresto dei 2 presunti responsabili: Simone Corrado e Alessandro Sariconi, incastrati dai filmati delle telecamere di videosorveglianza.

L’arresto di Bellanova si inquadra in un contesto diverso. Il 30enne è stato, infatti, fermato dalla Guardia di Finanza nel corso di un controllo veicolare.

L’auto, su cui viaggiava insieme alla sua compagna, è stata notata da una pattuglia delle Fiamme Gialle, nei pressi della zona industriale di Surbo. Al termine dell’ispezione, eseguita insieme alle unità cinofile, è emerso un carico illecito di droga.

Con sè, l’uomo, aveva oltre 100 grammi di cocaina purissima, ovviamente finita sotto sequestro, destinata, secondo gli investigatori, al mercato locale. Per lui si sono aperte le porte del carcere. Risponde, infatti, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Denunciata a piede libero, invece, la donna che era con lui.

Bellanova non sarebbe ‘nuovo’ a vicende legate alla detenzione di sostanze stupefacenti.

Sarebbe stato lui a rivendicare il carico di marijuana, 34 kg per l’esattezza, rinvenuto dalla Finanza a San Cataldo, nella villetta di un agente di Commercio, Luca D’attis, arrestato il 25 ottobre e poi rilasciato dopo un mese di detenzione.

Bellanova, la sera dell’agguato, era con Vadacca. La sua presenza è confermata dalle immagini registrate dalle telecamere. Ma all’arrivo dei soccorsi era già fuggito via.

Che l’agguato si inserisca in un contesto legato al mondo dello spaccio è emerso dalle indagini che hanno portato all’arresto di Corrado e Sariconi. Lunedì mattina per loro ci sarà l’interrogatorio di garanzia alla presenza dei legali Cannoletta, De Lazzaretti e Vergine.

Ma le indagini proseguono. Restano da chiarire infatti i contorni di alcuni attentati che in qualche modo farebbero da sfondo a quella che sembra a tutti gli effetti una guerra fra clan.

Dopo il ferimento di Vadacca, in città si sarebbero verificati una serie di episodi violenti, a partire da un attentato incendiario, al chiosco di frutta e verdura in via Monteroni, gestito da Sariconi. A distanza di pochi giorni ci fu un altro inquietante avvertimento, a colpi di pistola, contro l’auto e l’abitazione di Davide Vadacca, in via Flumendosa, per finire, lo scorso 12 novembre, con altri colpi di pistola, esplosi contro la palestra ‘Fitness and Wellness’, in via Pitagora.

Simone Corrado è il figlio del proprietario. I due non hanno più alcun rapporto, ma l’attentato è stato letto come un chiaro avvertimento rivolto a lui.