Laforgia ai giornali: “Nessun conflitto tra Ateneo e aziende”

Domenico Laforgia

LECCE – “Continua la strategia diffamatoria nei miei confronti che si basa sul nulla. La mia attività di consulente industriale non ha mai conflitto con quella di accademico, se non in termini di conoscenze messe a disposizione dell’Ateneo.

È noto a tutti che, oltre ad essere un docente universitario, svolgevo attività di consulenza in ambito industriale ma non ho mai consentito che le due attività si sovrapponessero in alcun modo.

Ricercare altri spunti scandalistici nel passato rivela l’insussistenza di quelli attivati nel presente e il fatto che siano anonimi è ulteriore prova della inconsistenza di alcuna ipotesi di conflitto.

Sono sempre le stesse fonti, facilmente individuabili dalla frequenza con cui appaiono sui giornali, a creare un polverone laddove non c’è nulla di concreto. L’accusa di conflitto di interesse non sta in piedi, le società da me fondate hanno il divieto di avere transazioni economiche con l’Università se non nel senso di donare all’Università.

In 5 anni ho rinunciato a circa 300.000 euro di indennità di carica e dovrei compromettermi per alcune migliaia di euro pagate da altro ente ad una società fondata da me anni fa?

Solo in termini di indennità, con la mia gestione l’Amministrazione ha risparmiato più di  1.825.000 euro con la soppressione di tutte le indennità di carica, 475.000 euro sui gettoni di presenza e circa 134.000 euro sui costi dei revisori dei conti.

Ogni spreco è stato eliminato e nonostante i tagli importanti dei fondi ministeriali, abbiamo mantenuto un bilancio sano e siamo ancora un’Università ‘virtuosa’. Con quale coraggio si afferma che io possa anteporre interessi personali a quelli istituzionali?

E perché non leggo sui giornali che quando viaggio in missione per conto dell’Università dormo in alberghi mai di lusso e mangio un hamburger da Mc Donalds? Come mai le mie missioni non interessano a nessuno e non vengono portate ai giornali? Forse perché darebbero un’idea di questo rettore diversa da quella che si sta cercando di divulgare. È chiaro ormai che a monte di questi esposti anonimi c’è la volontà di ricattare il rettore perché lasci il campo.

Il messaggio è chiaro: o te ne vai o ti distruggiamo sul piano mediatico, non importa se con calunnie e insinuazioni, l’importante è creare un ‘caso’ e mantenere alta l’attenzione sull’Università. Come ho sempre detto, non ho nulla da temere e ho piena fiducia nella Magistratura. 

Non intendo partecipare a questo gioco al massacro che sta avendo il solo risultato di esporre l’intera Istituzione a maldicenze e ad una inutile caduta di immagine. Chi è responsabile di tutto questo non ha alcun rispetto dell’Istituzione per la quale lavoriamo e persegue solo rancori personali e difesa di intollerabili privilegi che la mia Amministrazione è colpevole di voler eliminare”.