Processo Padovano: sotto la lente i rapporti tra Fasano e Rosario

Flavio Fasano

LECCE – Flavio Fasano e Rosario Padovano avrebbero incontrato il Capitano dei Carabinieri di Gallipoli più volte, per chiedergli di intervenire nei confronti di Salvatore Padovano. Fasano, in un’altra occasione, avrebbe anche chiesto allo stesso Capitano di ritirare la patente al boss, poi ucciso proprio dal fratello Rosario.

Sono gli elementi emersi e confermati dallo stesso Capitano dei Carabinieri, Domenico Barone, nella sua deposizione avvenuta nell’aula bunker nella quale si sta celebrando il processo nell’omicidio Padovano.

Un punto sul quale ha battuto molto il Pubblico Ministero, Elsa Valeria Mignone, titolare anche dell’altra indagine, chiamata ‘Galatea 2’ che vede imputato, per tutt’altri reati, Flavio Fasano. La Mignone ha, quindi, chiesto a che titolo Fasano avesse interloquito con il Capitano dei Carabinieri. “Come Avvocato di Rosario – ha risposto il Capitano Barone – negli incontri nei quali era presente anche  Padovano. Ma anche come politico, nella richiesta di ritiro della patente, motivata con la preoccupazione per le attività criminali che si stavano intensificando in città”.

Nell’udienza si è registrata anche la deposizione di Antonio Cardellini, che ha riferito delle pressioni ricevute da Rosario Padovano per associarsi alle attività criminali del clan, pressioni arrivate fino alla richiesta di uccidere Salvatore Padovano: dopo il rifiuto di Cardellini, Rosario ingaggiò il killer siciliano Salvatore Mendolia, per uccidere il fratello Salvatore.