Cassa integrazione: ossigeno fino a Capodanno

Ministro del Lavoro Elsa Fornero

LECCE – L’attesa è finita, almeno per oggi. Roma sblocca i soldi necessari per il pagamento della cassa integrazione e delle mobilità in deroga fino al 31 dicembre. Almeno 7.000 famiglie in provincia di Lecce, 6.000 nel brindisino, oltre 36.000 a Taranto, tirano il fiato.

Sul piatto, il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha messo i 63 milioni di euro necessari e richiesti, ai quali dovrà aggiungersi la quota di cofinanziamento della Regione Puglia, per raggiungere l’obiettivo di 110 milioni di euro.

“Le nuove risorse previste dall’intesa – rileva l’Assessore regionale al Welfare, Elena Gentile – consentiranno agli uffici regionali e all’Inps di riavviare le procedure per la erogazione delle indennità, temporaneamente sospese a causa dell’incertezza sull’entità dei trasferimenti statali”.

Dunque, ripartono le pratiche finora rimaste inevase e i pagamenti fermi ad agosto. Ripartono, ma si inchioderanno al 31 dicembre. Sulla copertura finanziaria per il 2013, anno in cui si avvierà anche la riforma degli strumenti di sostegno al reddito, c’è ancora il black aut. Le risorse previste a livello nazionale sono sottostimate: nel 2011 sono stati erogati 1,7 miliardi di euro e si stima che per il 2012 la spesa si attesti oltre i 2 miliardi. Le risorse assegnate nella legge di stabilità per il 2013, a tutti, invece, per il momento non superano gli 800 milioni di euro.

Ed è questo il grande punto interrogativo a cui ora dare risposta e che inchioda sindacati e istituzioni di fronte al bivio. Quei fondi, infatti, basterebbero per garantire la cassa solo fino a giugno. Oppure, viceversa, potrebbero consentire la copertura per l’intero anno a un numero minore di lavoratori. Ma come scegliere chi sta dentro e chi sta fuori?
È anche di questo che nei prossimi giorni dovranno discutere i sindacati che dovranno presentarsi in Regione.

Di certo c’è che nel grande calderone degli ammortizzatori sociali in deroga sono entrati tutti quei dipendenti che fanno parte di categorie altrimenti escluse, tipo gli studi professionali, o che sono legati ad aziende ormai morte e senza volontà né speranza di ripresa, tra tutte l’Adelchi’ di Tricase, che ne è l’esempio. Proprio, perchè non hanno più prospettiva, il Governo non ha concesso loro la cassa ministeriale.  Per loro però il transito nella mobilità sarebbe la strada del non ritorno. È anche di queste verità che, a malincuore, bisogna prendere atto. Il peso dell’intero sistema, però, senza ripresa, si scarica sulla fascia più debole e rischia di scatenare la guerra tra poveri.