Controperizia Ilva: ” I livelli di Pm10 non responsabili di presunti eccessi di patologie”

tribunale

TARANTO –  “I  livelli di Pm10 registrati a Tarantoperaltro inferiori rispetto a moltissime altre città italiane ed esterenon possono essere considerati responsabili di presunti eccessi di patologie. Stimate su base statistica utilizzando parametri che l’Organizzazione mondiale della Sanità considera come ‘obiettivo’ da raggiungersi in futuro ma non nei prossimi anni, ma che non sono nè reali, nè in vigore in nessun Paese. 

 L’aumento – continua l’Ilva – di alcune patologie tumorali (come ad esempio il mesotelioma, che ha un periodo di latenza a volte di oltre trent’anni) sono sicuramente ascrivibili a un periodo di sedimentazione più lungo rispetto ai tempi prospettati dalle autorità e alle emissioni dell’Ilva. 

Queste patologie, quindi – afferma l’Ilva nella controperizia presentata oggi alla Procura di Taranto – sono attribuibili “ad una gestione precedente a quella dell’attuale proprietà e ad altre entità presenti sul territorio ove l’utilizzo dell’amianto è stato assai più massiccio di quanto non sia stato per l’Ilva. L’Ilva peraltro – viene ancora precisato – ormai da molti anni, ha provveduto a una massiccia campagna di rimozione dell’amianto utilizzato dalle precedenti gestioni”.

Nella sua controperizia l’Ilva dice, inoltre, che “la perizia chimica disposta e presentata dal Gip aggiorna i quantitativi di Pm10 alle prescrizioni aggiornate al febbraio del 2012, che entreranno in vigore solo nel 2016, mentre secondo i parametri attuali adottati per legge da tutti i Paesi – e anche dall’Italia – per salvaguardare la tutela della salute pubblica, la soglia delle Pm10 nell’aria non deve superare i 50 microgrammi per metro cubo giornaliera (40 la soglia media annuale), con un limite di 35 sforamenti annui consentiti, soglie ampiamente rispettate a Taranto anche secondo i periti del Giudice.

In particolare infatti – sostiene ancora l’Ilva – nella perizia prodotta si legge che “relativamente alla conformità alle norme nazionali e regionali, i valori misurati alle emissioni dello stabilimento Ilva con gli auto controlli del gestore nell’anno 2010 risultano conformi sia a quelli stabiliti dalle precedenti autorizzazioni e sia ai valori limite previsti dal recente decreto di Aia del 5 agosto 2010”.