Urso: “Ideale sarebbe ricomporre l’antico Salento”

On. Giacinto Urso

LECCE“Il riordino delle Province? Stiamo assistendo ad un vero e proprio calvario”. Non ha dubbi l’On. Giacinto Urso, Difensore civico emerito e già Presidente della Provincia di Lecce.

“Un calvario di fronte al quale, a questo punto, sarebbe meglio abolirle del tutto. 

L’ideale sarebbe stato che tutte le Province restassero, ma profondamente riformate”.

E a proposito della possibile nascita di una Provincia unica Lecce e Brindisi, di sicuro, secondo l’On. Urso, essa non dovrebbe chiamarsi Salento, perchè monca senza Taranto, tutt’al più il suo nome potrebbe essere Provincia di Lecce e Brindisi, ma l’ideale, di fronte ad un quadro normativo che obbliga a rivedere gli assetti territoriali, sarebbe ricomporre l’antico Salento.

 

 

 

 

Commenti

  1. nino scrive:

    ma io mi chiedo: è così facile ammettere che Taranto città e tutto il versante occidentale di quella provincia NON SONO GEOGRAFICAMENTE “SALENTO”?
    Che senso ha accanirsi con questa storia di unificare tre province sull’idea di una salentinità che a buona parte dei tarantini non interessa….!!!
    Il Salento arriva al massimo a Fragagnano, Torricella, Francavilla, San Marzano, forse Grottaglie.
    Credere Che Martina Franca (?!?) Crispiano (?!?), Mottola (?!?) Massafra(?!?) Laterza (?!?) Castellaneta (?!?) siano salentini solo perchè anticamente compresi nella provincia di terra d’Otranto è veramente voler andare contro ogni buon senso. Ma ci sono mai stati in vita loro questi politici? Non credo: si accorgerebbero ad esempio che da quelle parti si parla quasi barese…
    La provincia di Taranto deve accorpare la Valle d’Itria, la terra delle Gravine, CEDENDO necessariamente al Salento Sava, Manduria, Maruggio, Torricella e pochi altri comuni. Solo così si creeranno due territori netti ma omogenei al loro interno, senza forzature geografiche, olitiche e culturali.

    1. angelo scrive:

      tutto condivisibile

  2. ANDREA scrive:

    Bravissimo Nino, finalmente un’analisi intelligente

  3. Cosimo scrive:

    È incredibile che ancora si parli di questo. Si è’ vero, culturalmente, possono esserci leggere differenze(queste ci sono anche tra comune e comune), ma solo se mettiamo insieme le attuali province di Ta BR le, potremmo costituire una regione, abolendo le province, in grado di poter competere con altre, sviluppare politiche di sviluppo( sino ad oggi castrate dalle politiche regionali baricentriche) e sperare in un futuro migliore… Il resto sono solo chiacchere inutili.

  4. angelo scrive:

    d’accordo sul primo commento. le sfumature della lingua dialettale seguono in pieno il limite geografico che nino indica. probabilmente gente che si muove senza sapere o in malafede. il fatto che nella piazza ducale di Martina ci sia una targa con un limite territoriale-amministrativo non basta a fare di Martina una città pienamente salentina. Anche la stessa Taranto, per motivi che non mi va di spiegare, non riesce ad affascinare nemmeno il suo territorio. Avetrana scappata, Manduria impiccata a un commissario prefettizio nominato da Taranto, Ostuni che tentenna, Locorotondo che nicchia, Massafra che addirittura vuole Matera. Entrare a Taranto dal vecchio ponte nord di via Napoli (!), fermarsi al Bar Fontana con la tv sintonizzata sui film musicali di Nino D’Angelo istruirebbe in pochi secondi molti politici (e molti giornalisti).

    1. giuseppe scrive:

      ma per favore…non è vero….
      orgogliosi di essere prov.taranto

  5. giuseppe scrive:

    taranto è piu’ vecchia di roma, è stata capitale della magna grecia,è la 5 citta’ del sud e dovremmo stare sotto un paese lecce??? non scherziamo, noi non siamo salentini…

  6. angelo scrive:

    è vero, Taranto è antica, ma per tante ragioni è stata sempre un corpo estraneo nella Puglia. Invece di dare cultura e sviluppo ha solo portato guerre alle città salentine. Come i calabresi, paga ancora l’errore di essersi alleata con Annibale contro i romani. una vergogna che non si sanerà mai. Taranto è per metà Bari e per metà Napoli. Meglio se se ne resta sola, nel suo nuovo ed eterno declino