La crisi morde il turismo: l’estate grigia del Salento

S.Cesarea Terme

Sono le 50 sfumature di grigio che hanno caratterizzato l’estate salentina. Non siamo in un libro erotico e qui di eccitante non c’è proprio nulla. La crisi morde e si fa sentire, colpendo uno dei settori trainanti dell’economia salentina: il turismo.

Tonfo per Lecce e Brindisi che nei 3 mesi estivi: giugno, luglio e agosto hanno registrato un calo significativo degli arrivi e pernottamenti. Taranto, invece, segna un andamento tutto in positivo.

Tuttavia, ad andare male in generale è il trend pugliese che registra un meno 6,6 % negli arrivi e meno 7,5 % nei pernottamenti.

Crollano i poli turistici regionali più importanti: Foggia e Lecce. La provincia barocca è segnata da un andamento negativo con il picco proprio nell’alta stagione, ossia agosto, mese in cui crollano i pernottamenti – 6,31%. Stessi numeri per Brindisi, nonostante gli arrivi segnino un +13,5%, dati che vengono giustificati dalla presenza di porto ed aeroporto.

Taranto, invece, ad agosto segna la best performance regionale con un +17,71% di arrivi e 15,11% di pernottamenti.

Male anche gli altri due mesi, a luglio in particolare Brindisi sprofonda a meno 7,4% negli arrivi e -16,6 nei pernottamenti.

Tiene Lecce con a giugno e luglio un +1,51 e 0,53% negli arrivi e -1,48 e -1,42 nei pernottamenti.

Brilla Taranto con +9,43 e 14,67 negli arrivi e + 5,8 e +7,61 nei pernottamenti.

Ovviamente, i dati forniti da Puglia Promozione non sono in termini assoluti. In questo scenario nero, per le strutture ricettive salentine emerge un altro dato altrettanto raccapricciante: il turismo che non appare, ossia quello sommerso, quello non registrato derivante dall’affitto delle seconde case oltre che di eventuali presenze di sommerso nelle strutture ricettive dell’alberghiero ed extralberghiero.

Puglia Promozione ha affidato a Mercury, una ricerca finalizzata a stimare i flussi reali che includano tanto il turismo ufficiale quanto quello sommerso. Ebbene, secondo la ricerca, a ogni pernottamento ufficiale registrato in Puglia nel 2011 corrisponderebbero 5,60 pernottamenti reali. I dati del sommerso dunque, se da un lato incrementano di molto il reale risultato turistico della Puglia dall’altro, invece, indicano una situazione preoccupante di nero che ha forti ripercussioni sul piano occupazionale e fiscale.

Puglia Promozione fornisce però un dato rassicurante: la Puglia sempre più meta preferita dagli stranieri con un trend che sfiora il + 17%. Un raggio di sole a riscaldare la nostra economia che, manco a dirlo, potrebbe provenire proprio dalla lontana e gelida Russia.