Riordino, Lecce e Brindisi trattano sugli uffici

Presidente Provincia Lecce Antonio Gabellone

LECCE – Nessun veto da parte delle Istituzioni leccesi. I contenuti, le richieste, se vogliamo le condizioni proposte dai Consiglieri comunali brindisini di UDC e Noi Centro al Sindaco di Brindisi Mimmo Consales, al primo cittadino di Lecce Paolo Perrone e al Presidente della Provincia barocca Antonio Gabellone, sarebbero ritenute legittime da parte di tutte le parti in causa, evidentemente ormai proiettate alla costituzione della Provincia Salento.

Nel  Protocollo d’Intesa proposto dai Centristi si prevede, nello specifico, l’assegnazione di un presìdio di Prefettura a Brindisi. Ma, qualora non vi fossero i presupposti, si legge nel documento, sull’Adriatico dovrebbero restare un Comando provinciale tra Carabinieri e Finanza, il Comando dei Vigili del Fuoco e il Tribunale.

Allo stesso modo, su Brindisi, la Regione dovrebbe garantire l’ubicazione delle sedi di STP, ARPA e ASI, mentre sul fronte Provincia si chiede la riconferma dei corsi di laurea esistenti e un impegno nel valorizzare la ‘Cittadella’. Richieste che, se ignorate, avrebbero potuto pregiudicare il Consiglio comunale di martedì e soprattutto, il voto dei Consiglieri di UDC e Noi Centro a favore della delibera con cui Brindisi manifesterà la volontà di essere accorpata alla Provincia di Lecce.

È proprio Gabellone a chiarire come: “Non vi è alcun tipo di veto. Le richieste di Brindisi sono legittime e proprio per questo, ho paventato la creazione di una cabina di regia con cui si possa tracciare una strategia comune che coniughi le esigenze dei due territori.

 Certo – fa notare Gabellone – l’ubicazione delle sedi istituzionali resta, di fatto competenza del Governo centrale e della Regione, non certo dei Sindaci e dei Presidenti di Provincia, che possono soltanto esprimere la loro opinione”.

E la salvaguardia delle sedi statali e e delle sue articolazioni funzionali diventa l’obiettivo cardine anche del PD che di fatto, sposa la tesi centrista e rende meno incerto tanto il voto  del Consiglio comunale di martedì, quanto la tenuta del Laboratorio che sul tema del riordino, sembra aver ritrovato la perduta sintonia.

 

 

 

 

Commenti

  1. nicola oliva scrive:

    quante cazzate