Inchiesta sanità, il Pm chiede 6 anni di carcere per Frisullo

Sandro Frisullo

BARI6 anni di carcere: è questo il conto che la Procura di Bari ha chiesto all’ex Vice Presidente della Regione Sandro Frisullo, a conclusione dell’inchiesta sulla Sanità pugliese che aveva portato all’arresto del politico salentino, per la nota vicenda di escort e denaro ricevuto dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini.

A Frisullo sono contestati i reati di associazione per delinquere, corruzione, abuso di ufficio, turbativa d’asta e millantato credito.

Secondo la Procura barese, Tarantini e Frisullo erano i promotori e gli organizzatori della presunta associazione per delinquere che avrebbe, tra il 2007 e il 2009, gestito parte della Sanità pugliese.

Un sistema basato, secondo l’accusa, “su un accordo di tipo corruttivo attraverso il quale Tarantini corrispondeva a Frisullo ingenti somme di denaro, costosi capi d’abbigliamento, buoni benzina, regali di vario genere, prestazioni di natura sessuale pagate da Gianpaolo Tarantini a delle prostitute,  la disponibilità di un’autovettura ed un autista nonché il servizio di pulizia settimanale presso il suo domicilio di via Giulio Petroni.

In cambio Frisullo avrebbe garantito all’imprenditore la buona riuscita degli affari illeciti delle società di Tarantini grazie al suo rapporto  fiduciario di Frisullo con i dirigenti degli uffici della Asl di Lecce”:  con Vincenzo Valente ad esempio, Direttore Amministrativo della Asl di Lecce, coimputato e in misura episodica, con altri dirigenti e medici della Asl.

Nel fascicolo si contestano 3 episodi in particolare:

la gara per la fornitura di 2 tavoli operatori destinati al reparto di Neurochirurgia del ‘Vito Fazzi’ di Lecce vinta dalla Global Sistem Hospital di Gianpaolo Tarantini per 248.858 euro;

la fornitura di strumentario chirurgico per il reparto di Chirurgia e Urologia del ‘Vito Fazzi’ alla società di Tarantini per 441.920 euro;

il servizio triennale di stoccaggio e gestione dinamica dei documenti cartacei e cartelle cliniche per un importo di oltre 4 milioni di euro alla società Prodeo indicata da Tarantini, imputazione questa che fa parte degli atti stralciati e inviati a Lecce.