Fisco, made in Italy, cultura: il Salento che produce pressa Squinzi

Giorgio Squinzi

LECCE Il Salento che produce, mette sul tavolo le sue richieste per Roma. Cioè per il proprio vertice, rappresentato dal leader degli imprenditori italiani, Giorgio Squinzinel Salento per l’Assemblea annuale di Confindustria Lecce.

E, tramite Squinzi, per far arrivare quelle richieste al Governo: perchè è vero che molto dello sviluppo locale si gioca sugli enti come Comuni, Province e Regioni, ma è ancora il Governo a decidere la direzione di marcia dello Stato.

Dello Stato come cliente: “E che poi, si scalda Nicola Delle Donne, Presidente dell’Ance.

Dello Stato come esattore: “Qualcuno ci spieghi come si può produrre 100 euro di profitto per lasciarne 68 allo Stato”, dice Giacinto Colucci, Presidente Sezione Metalmeccanica.

Dello Stato come distributore di incentivi: “Abbiamo assistito a 5 leggi in 5 anni e ora le banche non vogliono più saperne di investire”, afferma Luca Calò, Vice Presidente Sezione Energia.

Dello Stato che si fa rispettare in Europa, come forse non è avvenuto nella mancata approvazione da parte del Parlamento europeo sul protocollo di etichettatura del made in Italy e contro la contraffazione, come tuona Luciano Barbetta, Presidente Sezione Abbigliamento.

E ancora, lo Stato che deve finanziare la ricerca e l’innovazione in un sistema imprenditoriale troppo gracile per sostenere questo tipo di spese, come fa notare Giancarlo Negro, Presidente Information Technology.

E, infine, dello Stato che deve armonizzare settori diversi, ma che insieme compongono l’asse trainante del Salento, ovvero la Cultura, rappresentata dalla Presidente del Terziario Avanzato Grazia Manni, l’Ambiente, il cui Presidente leccese è Mario Montinaro e l’Agroalimentare, sezione presieduta da Maurizio Zecca. Per chiudere il cerchio con il Turismo, la cui sezione è presieduta da Andrea Montinari.

È probabilmente questa, la parte più importante dell’Assemblea annuale di Confindustria Lecce, oltre ovviamente alla relazione del Presidente Piernicola Leone De Castris. E oltre, ovviamente, ai saluti non formali delle autorità: il Sindaco di Lecce Paolo Perrone, che auspica una rinascita del Paese che riparta proprio dalle imprese.

Il Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, che indica nei paesi del Mediterraneo l’area di influenza per il Salento. La Vice Presidente della Regione Puglia, Loredana Capone, che sottolinea il ruolo svolto nella crescita della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Il Rettore dell’Università del Salento, Domenico Laforgia, che centra il suo intervento partendo dalla crisi dell’etica come prima causa della crisi dell’economia. La Prefetta di Lecce, Giuliana Perrotta, che da parte sua sottolinea quanto lavoro ci sia da fare per proteggere imprese e cittadini dalle infiltrazioni malavitose nell’economia sana.

Squinzi ascolta tutti, prende nota e quando arriva il suo turno, riprende tutte le proposte fin lì elaborate dai Presidenti di Sezione e da quella che in questi casi viene chiamata la base confindustriale. L’unico vero affondo è quello sull’Ilva che il leader nazionale degli imprenditori definisce una partita fondamentale che l’Italia non può permettersi di perdere, perdendo con essa 8 miliardi di euro del comparto dell’acciaio che pesano sulla bilancia commerciale del Paese.

Il titolo dell’Assemblea era ‘Prospettive e aspettative delle imprese’, ma insomma, per riprendere la battuta di uno degli imprenditori presenti, se di aspettative se ne sono sentite tante, forse a mancare sono state le prospettive.