Catturato il presunto killer del pugile di Grottaglie

Polizia

GROTTAGLIE (TA)Vincenzo Venza classe 1975, già noto alle forze dell’ordine per estorsione, reati contro la persona e detenzione di armi. È il presunto assassino di Alessio Marinelli, il giovane pugile grottagliese, 19enne freddato sabato sera in Piazza Principe di Piemonte, in pieno centro nella ‘cittdina delle ceramiche’.

Si è costituito nella tarda serata il 37enne. Ammesse le proprie responsabilità, ha però omesso dettagli importanti nella ricostruzione dei fatti. Dettagli sui quali stanno lavorando gli uomini della Squadra mobile di Taranto, coordinati da Roberto Pititto, insieme con gli agenti del Commissariato di Grottaglie sotto il coordinamento di Vincenzo Maruzzella.

A seguire le indagini il Pm Daniela Putignano. Secondo gli investigatori, Venza, sabato sera, si è avvicinato a piedi e a viso scoperto al giovane pugile, freddandolo e poi allontanandosi sempre a piedi. Ha fatto tutto da solo. E poche ore dopo l’efferato omicidio, la Polizia aveva già stretto il cerchio attorno al nome del 37enne che però si è reso fin da subito irreperibile. La vittima era con altre persone quella sera.

Tutte testimonianze per la Polizia, che messe insieme alle immagini delle telecamere di videosorveglianza e agli elementi raccolti durante il sopralluogo, hanno dato la svolta alle indagini. Stando alla ricostruzione dei fatti, Venza, il presunto killer, era stato oggetto a sua volta di un attentato avvenuto per conto di Marinelli. Il giovane pugile, infatti, insieme ad altre 3 persone, avrebbe sparato fucile alla mano, 4-5 colpi contro l’auto del 37enne, una Renault Megane.

Un vero e proprio avvertimento, visto che Venza era nell’auto, particolare inizialmente negato. Aveva detto di non essere nella macchina, parcheggiata al momento della sparatoria nel cortile della sua abitazione in via Delle Ginestre alla 167 di Grottaglie. Per questo episodio è stata utilizzata una Fiat Uno, risultata rubata e trovata incendiata in un terreno di proprietà di un familiare di Marinelli.

“Non poteva essere una coincidenza”, hanno spiegato gli investigatori. Il contesto in cui si sono consumati i due episodi, attentato e omicidio, è quello dello spaccio. Marinelli e Venza infatti si contendevano, secondo la Polizia, il primato nel mercato della droga a livello locale.

Proseguono le indagini. Ancora nessuna traccia del fucile usato nell’attentato contro Venza, nè della pistola utilizzata nell’omicidio di Marinelli. Ma, intanto, l’arresto avvenuto in meno di 24 ore è un segnale forte della presenza delle forze dell’ordine.